FUCINO. CIVILTA’ ITALIANA PORTA ALLA LUCE LA DRAMMATICA SITUAZIONE DI DEGRADO

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Reportage in esclusiva:

AVEZZANO – Seguire i partecipanti alla giornata dimostrativa di raccolta della plastica “Acque limpide nel Fucino”  indetta da Civiltà Italiana, presidente Pierluigi Palmieri, ha dato una visione concreta e allarmante della totale mancanza di rispetto  dell’ambiente sia da parte degli enti preposti, sia della inciviltà di coloro che abbandonano rifiuti.

Immersi nei fossati i volontari hanno raccolto un quantitativo abnorme di  spazzatura.  Per quanto si possa parlare di ambiente, l’incoscienza e la superficialità delle persone rischia davvero di portare a un livello tale l’inquinamento da penalizzare l’agricoltura del Fucino, volano di ricchezza, non solo della Marsica ma dell’intero Abruzzo, con la produzione del 30% del PIL agricolo regionale. Le acque sotterrane assorbono facilmente tutti i prodotti inquinanti, restando contaminate. Ad esempio: una grande presenza di microplastiche generano conseguenze altamente nocive, non solo per l’ambiente, ma per la salute dell’uomo e gli animali. Una raccolta, quella di oggi, che può essere paragonata a un granello di sabbia tolto dal deserto.

Resta la tristezza nel constatare l’abbandono di un territorio che sembra essere divenuto esclusivo deposito di rifiuti di cui liberarsi, senza pagare tasse e senza preoccupazioni di altra sorte. Inevitabile pensare alla indifferenza di tutte le amministrazioni, gli enti, e di chi negli anni ha permesso tutto questo. Fucino, agricoltura vanto dei Marsicani, parole sentite e risentite, soprattutto in campagna elettorale per poi, come astute casalinghe alla visita della suocera,  nascondono la polvere sotto il tappeto. Le parole dovrebbero corrispondere ai fatti, e i fatti dimostrano che sono sempre e solo parole.

E’ stato raccolto di tutto, poltrone, mobili, frigoriferi, indumenti femminili, video cassette, vetri, plastiche di ogni genere, bottiglie, tantissimi giocattoli, eternit, e ancora eternit. Non bisogna dimenticare che le acque inquinate  dei canali irrigano i campi  seminati lì accanto, e  i prodotti raccolti  finiscono sulle tavole di inconsapevoli famiglie. Non si può più fare gli struzzi e nascondere la testa nella sabbia (o meglio, nell’immondizia. ndr). Ben vengano le azioni di realtà quale Civiltà Italiana che, in poco ore, ha dimostrato quanto di più disgustoso viene abbandonato nel Fucino, l’impegno di associazioni ambientaliste che dimostrano un grande attaccamento e rispetto del territorio, agendo dove l’ignoranza devasta. Ad accompagnare Civiltà Italiana erano presenti Plasticfree e Aquile Ambientali.

Christian De Leonardis, task force Italia e referente regionale di Plasticfree ha voluto far comprendere l’azione dei volontari: “Noi agiamo su tutto il territorio abruzzese, prevalentemente sulla costa, ma quando siamo stati chiamati in causa in questa zona ci siamo sentiti colpiti in quelle che sono le nostre radici. Alla luce del fatto che, ultimamente, gli studi dicono  che l’inquinamento delle microplastiche stanno raggiungendo le piante, gli ortaggi, le verdure tramite le radici. Il problema è che, su tutto ciò che noi mangiamo, pullula la plastica e rifiuti di ogni genere. La nostra missione è raccogliere plastica ma ci troviamo tra le mani di tutto, oggi abbiamo visto cavolfiori nascere tra bottiglie di plastica bruciate. Abbiamo visto bustoni pieni di pannolini sporchi, bustoni di medicinali a ridosso dei canali. Con il nostro lavoro dobbiamo far capire che dobbiamo fermare questa cosa. Troppo spesso purtroppo si pensa che tutto ciò che è biodegradabile possa essere buttato in natura, senza sapere che ci voglino 400, 500, 1000 anni per smaltirli. Noi cerchiamo di fermare tutto questo facendo sensibilizzazione tramite i social, raggiungiamo con Plasticfree milioni di persone. Ho fatto partire una” challeng” , una sfida a chi raccoglie dipiù.

Ha partecipato alla raccolta dimostrativa anche “Aquile Ambientali”. Il referente Enrico Di Cintio ha voluto sottolineare quali gli obiettivi: “Sensibilizzare sempre più al tema dell’ambiente, della pulizia e collaborare con altri portatori di interesse sociale per la ripulitura del nostro territorio. Esistiamo da pochissimo. Siamo nati in una giornata di bonifica a Colle Mozzone, realizzata dal CAI Valle Roveto con il Comune di Capistrello nell’ottobre 2019.  L’interruzione, formale ma non sostanziale, della strada provinciale tra Capistrello e Filettino, ha portato degli automezzi pesanti a scaricare gomme. Abbiamo recuperato oltre un migliaio di pneumatici e tre autoveicoli. Non siamo ancora ufficialmente una associazione, ma ci piace essere molto liberi per poter dare il nostro contributo ad esempio in giornate come questa. Vogliamo far capire che siamo liberi come aquile e poter quindi contribuire ad un’opera per la bonifica. Abbiamo visto durante il lockdown cosa l’ambiente ci può donare. Dobbiamo tornare un attimo alle origini, fermarci e riflettere su quelli che sono i punti di interesse fondamentali, tra cui  l’ambiente deve essere il primo. Oggi siamo nel Fucino che deve diventare un gioiello della Marsica.”

A fine della giornata Pierluigi Palmieri ha considerato: “La nostra è stata solo una raccolta dimostrativa eppure, il sommerso di quello che abbiamo messo nei sacchi vince sull’emerso. Questo è un grosso problema da dover affrontare a livello di politica di questo territorio, e nessuno deve riempirsene la bocca. Volevamo far emergere un problema, e la raccolta di oggi è solo la punta di un iceberg. Le terre del Fucino sono oggetto di aggressione da parte di cittadini spregiudicati. Non vogliamo puntare il dito esclusivamente su di loro ma anche su chi dovrebbe vigilare sul territorio.  Siamo di fronte ad una sorte di reato, un difetto in vigilanza. Noi vorremmo andare a fondo per capire quali iniziative proporre all’amministrazione di Avezzano e agli amministratori della Marsica. Siamo di fronte ad un territorio che deve essere un tesoro agricolo. Oggi abbiamo raccolto circa 150 e più sacchi di rifiuti. Controllerò se la Tekneko, come da accordi, verrà a ritirarli tutti,  insieme ad altro materiale ingombrante che abbiamo sistemato a bordo strada.

Presente anche il Capitano della Polizia provinciale Antonio Del Boccio

Un grazie ai partecipanti di Civiltà Italiana che si sono impegnati come operai abilitati a questo lavoro, in testa il dottor Massimo Cardilli, Giulio Gentile, Lucia Antonelli, Gaetano Peluso, Nadia e Loredana Di Domenico, Manuel Marinetti e l’attivissima Roberta Di Rienzo anche lei referente di Plasticfree.” continua Palmieri “Professionisti che svolgono tutt’altro nella vita, questo dimostra che noi siamo quelli che dalla parola “dire” passiamo al “fare”. Vogliamo essere guardiani del territorio.”

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