IL TRIBUNALE DI AVEZZANO TRA OMBRE E REALTÀ [SECONDA PARTE]

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L'avvocato Franco Colucci "Subiamo una umiliazione da parte delle strutture giudiziarie."

SECONDA PARTE  in esclusiva

AVEZZANO –La situazione attuale del Tribunale di Avezzano, nella sua complessità, viene messa a fuoco con l’intervista,  concessa in esclusiva, dall’avvocato Fabiana Contestabile presidente del “Comitato di salvaguardia del tribunale di Avezzano”.  Si è ritenuto puntualizzare il percorso di questi dieci anni di lotta e di procedure al fine di impedire lo sbarramento definitivo del portone.  Un quadro necessario dopo la partecipazione del sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis alla conferenza stampa, incentrata sul “Futuro del Tribunale di Avezzano”  indetta giorni scorsi dal Partito Democratico, a sostegno alla candidatura a sindaco di Mario Babbo.

 Avvocato Contestabile, si può intervenire annullando questa riforma della geografia giudiziaria?                                                                      Sicuramente possono fare una legge di aggiustamento a quella che ha previsto la chiusura dei Tribunali. Una cosa che mi colpito molto, della dichiarazione del sottosegretario Giorgis, è stata quella: “in ipotesi di chiusura” lo ha detto più volte durante la conferenza stampa. Noi siamo chiusi! Non c’è un’ipotesi di chiusura. Noi, tribunali abruzzesi siamo chiusi. Il 13 settembre del 2013 sono stati chiusi tutti gli altri 1000 uffici giudiziari. Il tribunale di Avezzano è stato tolto dalla tabella delle tabelle dei Tribunali. E’attivo in funzione della proroga.

In un passaggio del suo discorso il prof. Giorgis ha affermato che, nei primi giorni di settembre, dovrebbero prendere servizio cinque nuove unità di assistenti giudiziari. Possiamo definirla una prospettiva positiva?

Credo che forse il discorso dell’assegnazione dei posti sfuggiva un pochino al tecnicismo. La pianta organica dei posti da assegnare al tribunale non è a pianta organica del tribunale di Avezzano, se non nei limiti della vecchia esistente che è stata semplicemente, come dire, posticipata ma solo formalmente. La pianta organica è del tribunale di L’Aquila e questo vale sia per Avezzano che per Sulmona. Semplicemente, che cosa hanno fatto? Hanno fatto l’accordo, come dire: guarda mi toccano 8 posti (si consideri come  esempio), quindi  5 vanno ad Avezzano 3 a Sulmona.  In realtà è stato frutto di un accordo, certamente basato sul fatto che abbiamo fatto constatare: se tu mi dai la proroga non mi puoi però far morire soffocata perché mi manca il personale. La caduta di efficienza del tribunale di Avezzano, che prima era in una certa graduatoria oggi sicuramente più in basso, dipende da questo. Se non c’è gente che lavora dentro, come facciamo a fare produttività ed efficienza? Mi stai soffocando.”

Per molti ancora non è chiaro, il tribunale di Avezzano è effettivamente chiuso?                                                                                                                           La legge è entrata in vigore il 13 settembre 2013 quindi legge delega, leggi attuative fatte dal governo Monti, in parte dal governo Letta, ma fondamentalmente dal governo Monti per cui  il tribunale di Avezzano è chiuso, i tribunali abruzzesi sono chiusi formalmente, è solo la proroga che li tiene in piedi. Attenzione, questa è una proroga fino al 2022, cosa vieta a qualcuno di dire: “chiudiamolo prima, con una qualsiasi scusa?”

Qual è oggi il suo impegno?

Ripeto,  il mio lavoro, come presidente del “Comitato di salvaguardia del tribunale di Avezzano” è fare in modo che questo tribunale rimanga aperto, candidatura o non candidatura. Sono stata invitata al tavolo della conferenza perché ho anche questo temporaneo ruolo. Proprio perché è stata stipulata questa alleanza, sarò una sentinella ancora più severa rispetto a qualcuno che guarda al di fuori della coalizione. Forse perché conosco tutti i risvolti, forse perché conosco tutte le parole proferite in questi anni da chiunque è venuto nel nostro tribunale a parlare. Ricordo quella di un vecchio senatore che disse “Questo tribunale s’adda chiudere” , alle promesse di chi diceva “Questo tribunale è efficiente e deve restare aperto.”. Onestamente mi rendo conto di una cosa, non possiamo nasconderci dietro a un dito, oltretutto quella legge non fu mai votata dal parlamento. Venne chiesto il voto di fiducia, non c’è mai stata una discussione parlamentare, ci sono atti delle commissioni giustizia che parlano e che discutono, tanti atti in quella fase, ma poi venne chiesto il voto di fiducia. Il Parlamento effettivamente non discusse mai quella legge. Oggi  mi rendo conto della difficoltà anche dei partiti, non voglio crocifiggerli in assoluto, però in 10 anni dico in 10 anni, quasi 11, forse una riconsiderazione su quegli effetti andava fatta. Non ha bisogna di ricominciare da capo ogni volta che cambia governo ci sono atti, su atti, su atti. Ci siamo stancati e logorati di scrivere di e di parlare.  Non è possibile! E’ stata istituita anche una commissione, che fine ha fatto? Sono state fatte delle audizioni in parlamento da questa commissione. Cosa fanno degli atti, li buttano via? Non lo so, non riesco a capire. Io sono una privata cittadina. Non sono né un politico di professione né un parlamentare. Con i miei colleghi abbiamo cercato di instaurare una rete di protezione, che sta lavorando ancora in tutta Italia, nessuno lo sa, noi lavoriamo qui perché abbiamo la fortuna di poter operare in proroga. Proprio ieri leggevo un articolo su Sala Consilina, comune che è stato proprio uno dei nostri più grandi alleati durante la battaglia dei tribunali, e  che continua a dire le stesse cose. Loro sono chiusi dal 2013 senza proroga. Sono chiusi, hanno dovuto ritrovare nei locali, farli finanziare e dire al Ministero: “Noi siamo pronti a riaprire”. Si  stanno facendo dei lavori immani in tutta Italia.

Il nostro tribunale è effettivamente chiuso? Lavora solo in proroga? Tanti ancora non sono convinti.                                                                            Se fosse aperto significherebbe che nel 2022 dovrebbero fare un provvedimento legislativo per chiuderlo. Come diceva il prof. Giorgis, un provvedimento generale ed astratto. Non possono aprire e chiudere il tribunale con una “leggina”. Noi facemmo battaglie in Corte Costituzionale perché loro, ad un certo punto, misero un piccolo articolo in cui parlavano proprio della prima proroga, cosa che noi abbiamo interpretata in un modo, loro intendevano interpretarla in un altro. Siamo andati anche in Corte Costituzionale, chiaramente ci hanno dato torto, cosa potevano fare? Ovvio.”

E adesso?

“A settembre discuteremo in consiglio regionale sull’apporto di emendamenti rispetto alla nostra prima scrittura della proposta di legge passata in commissione bilancio. Verificheremo, ma di certo non ci fermeremo.”

Alla prospettiva presentata, in conferenza stampa, dal prof. Giorgis: “Questo incontro ha anche questo obiettivo, raccogliere le preoccupazioni e le esperienze del territorio verificare se permangono ragioni che giustifichino una riforma complessiva o almeno una parziale correzione di quelle che sono state le scelte fin qui compiute. Bisogna che funzionino, che ci sia anche personale amministrativo e gli ausiliari. A questo riguardo, nei primi giorni di settembre, dovrebbero prendere servizio cinque nuove unità di assistenti giudiziari. Si tratta di un reclutamento nazionale con uno scorrimento della graduatoria che prevede la destinazione in tutte le sedi dove vi è una mancanza di personale amministrativo.  Dimostra come ci sia l’intenzione di garantire un funzionamento pieno ed effettivo per tutta la durata che la legge intanto prevede.”

Avv. Franco Colucci

l’avv. Franco Colucci, presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, è così intervenuto:  “Qualora non fosse a sua conoscenza prof. Giorgis, tra quelli soppressi il tribunale di Avezzano è il terzo o il quarto tribunale regionale parlando di lavoro, di cause pervenute, di iscrizioni e di quant’altro. Le comunico che il  giornale “il Sole 24 ore” l’anno scorso ha fatto un articolo elogiando il tribunale di Avezzano che è stato il primo tribunale in Italia per la sua produttività pro capite. Lasciamo stare i riconoscimenti fatti al tribunale di Avezzano e parliamo degli amministrativi che lei ha citato. E’ un argomento molto importante. Ci stiamo attivando per aumentare la pianta organica dei magistrati, ma i magistrati non servono se non c’è l’ amministrativo che pubblica i provvedimenti. Una preghiera esprime il Presidente dell’Ordine  degli avvocati: attenzione, perché si sta verificando un problema che a noi consta personalmente. Dei 5 amministrativi individuati, quattro al tribunale e uno alla procura, uno solo ha scelto il tribunale di Avezzano fino ad ora, mentre invece in altri tribunali è stata fatta la scelta piena. Allora c’è qualcosa che non quadra in questa situazione. Perché noi sappiamo che il tribunale di Avezzano è particolarmente appetito, non fosse altro perché si lavora bene, è collegato benissimo con Roma, Napoli, Cassino. Risulta strano che soltanto una persona lo abbia scelto. Perché? Perché la scelta si fa tramite collegamenti diretti. Che fa il Ministero chiama, ad esempio, Franco Colucci e gli chiede: “vuoi andare ad Avezzano? No, non ci voglio andare! “. Oppure: “Franco Colucci guarda che ad Avezzano si mangia bene, si vive bene, vacci!”  Io devo far affacciare questo problema perché non si può avere questa umiliazione da parte delle strutture giudiziarie. Perché sta avvenendo così. E’ una denuncia che resta qui, ma intanto serve a far suonare il campanello d’allarme per questa situazione.”

Proprio per fronteggiare la carenza del personale, alla fine luglio è stato firmato un accordo tra la Procura della Repubblica di Avezzano e l’Associazione Nazionale Finanzieri in pensione.

 

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