DRONI: ANCORA NOTTE FONDA PER I PARCHI

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Ancora sanzioni su attività di volo droni su aree Parco non indicate

AVEZZANO – La notizia è di ieri (fonte: Telegrafo Livorno) e riguarda un nuovo sequestro e relativa multa ad un turista che eseguiva foto aeree sull’isola di Pianosa nell’arcipelago toscano.

La notizia riporta che due agenti forestali hanno fermato il turista per violazione della legge 394/91 che vieta le attività di volo su aree protette.

Andando a verificare gli spazi aerei in quella zona, però, ci si accorge che non sono presenti divieti di volo o altre restrizioni tali da far supporre una violazione di legge aeronautica. In pratica è spazio aereo libero.

Cosa è accaduto quindi? È presto detto.

I due agenti forestali hanno fermato il turista secondo la legge sopra menzionata, la quale afferma che: è vietato, il decollo, l’atterraggio ed il sorvolo a bassa quota a tutti gli aeromobili e VDS entro le Riserve Naturali, eccetto quando in emergenza o per operazioni di soccorso, spegnimento incendi o di interesse delle Riserve stesse, autorizzati dalla Direzione delle Riserva. L’Elenco di tali divieti con specificate coordinate, le dimensioni e le quote vietate al volo sono indicate in ENR 5,6,1,1-1 e seguenti.

Spieghiamo meglio per i non addetti.

Tale legge afferma in via generale che il volo a bassa quota è vietato nelle Riserve naturali e Parchi, ma tali divieti devono essere riportati negli strumenti di volo di ENAC con precise indicazioni geografiche e altimetriche. Questo perché gli aeromobili non volano secondo alte e basse quote ma secondo specifiche coordinate, dimensioni e quote. In altre parole gli Enti Parco devono fare richiesta, ad ENAC, di restrizione di volo, devono pagare quanto dovuto e in ultimo ENAC approva e aggiorna Cartografia e AIP come da normativa ATM03B. Viene da sé, quindi, che se la restrizione non è richiesta il divieto è inapplicabile per mancanza di specifiche.

I due agenti o chi per loro, si trovano, ora, nella posizione di dover spiegare tutti questi aspetti aeronautici per giustificare la multa e il sequestro, oltre al fatto di chiarire il motivo per cui dal ‘96 (anno di istituzione del Parco), l’Ente non ha richiesto restrizione di spazio aereo sul proprio territorio.

Purtroppo tali spiacevoli inconvenienti sono frutto di continue carenze formative e informative che continuano ad attanagliare in maniera copiosa persone e addetti ai lavori; si raccomanda, quindi, agli Enti amministrativi una formazione aeronautica adeguata prima di cimentarsi in attività di controllo che potrebbero risultare inopportune e provocare conseguenze nefaste a tutti.

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