L’EDUCAZIONE DI UN FASCISTA: LA RUBRICA DI MICHELE FINA SUL LIBRO DI PAOLO BERIZZI

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ABRUZZO – Il ventunesimo appuntamento di “Un libro, il dialogo, la politica”, la rubrica in diretta Facebook curata da Michele Fina, è stata incentrata su “L’educazione di un fascista” (Feltrinelli), il libro inchiesta di Paolo Berizzi, giornalista de “la Repubblica”. Il lavoro sarà presentato il 5 settembre alla Festa nazionale dell’Unità a Modena, evento (si svolgerà dal 26 agosto al 13 settembre) di cui si è parlato nel dialogo a cui ha partecipato, oltre a Berizzi, Stefano Vaccari, responsabile nazionale organizzazione del Pd.

Fina ha presentato il libro definendolo “un viaggio dedicato alle giovani generazioni attirate dall’estrema destra. E’ un lavoro rispettoso dei fatti, coloro che lo leggono possono farsi un’idea di come stanno le cose”. Tra gli elementi chiave individuati da Fina, il ruolo di traino delle associazioni che fingono di essere sportive e fanno propaganda e introducono disvalori, spesso affiancate dalle istituzioni e dalla politica, e l’utilizzo massiccio dei simboli. “E’ un libro doloroso – ha detto Fina – c’è tutta una parte che riguarda i bambini”, visto che in molti casi la cosiddetta educazione è rivolta a loro.

Vaccari ha parlato di “un fenomeno diffuso e sottovalutato, anche da parte della politica: è da mettere al centro dell’attenzione anche pensando alle conseguenze normative a cui bisognerebbe arrivare. Questa galassia neofascista è responsabile tra le altre cose della promozione di campagne di odio”, di cui spesso sono vittime esponenti del Pd, a cominciare dalle donne.

Berizzi è l’unico giornalista in Europa sotto scorta a causa di minacce ricevute da gruppi neofascisti e neonazisti, un indicatore chiaro, tra gli altri, del clima che si respira del nostro Paese e del tasso di virulenza raggiunto dai gruppi neofascisti. Intervenendo nel dialogo per presentare il suo libro, ha fornito alcune testimonianze e osservazioni sulla fase storica che stiamo attraversando, invitando a non sottovalutare: “Stanno riaffiorando pulsioni e slogan che solo qualche anno fa erano allo stato embrionale. Molti hanno parlato e parlano di goliardia, banalizzano, ma sono posizioni pericolose, possono rappresentare un’anticamera dello sdoganamento”.

Il quadro che emerge dal viaggio inchiesta di Berizzi è quello di “un’estrema destra che vive una stagione di rinnovato orgoglio, ritorna tra le giovani generazioni la proposta di un’educazione fascista che non è certo paragonabile in senso stretto a quella dei balilla, ma poggia sulle stesse basi. Nel mio libro racconto come rinasce un fascista, come tornino a essere riferimento concetti come onore, patria, famiglia, lealtà, slogan che erano di tutti ma che l’estrema destra ha fatto propri, assieme ad esempio al culto dell’autoritarismo e della morte, alla xenofobia”.

Nel libro si parla anche delle connessioni e della saldatura tra la galassia neofascista e la destra istituzionale. L’autore ha spiegato che “con Salvini i fascisti sono tornati in campo: è lungo l’elenco di esponenti salviniani che sono anche legati alle organizzazioni estremiste”. Berizzi ha sintetizzato nell’espressione “fascioleghismo”, una strategia per arrivare a un elettorato che in realtà è più largo. La dinamica della saldatura è tuttavia in evoluzione, è in corso uno spostamento verso Fratelli d’Italia: “In molti si riconoscono in Giorgia Meloni perché capiscono che è l’originale”. Particolarmente significativo il caso del candidato alla Presidenza della Regione Marche, Francesco Acquaroli: esponente del partito della Meloni, ha partecipato a un evento di ricordo della marcia su Roma, in cui tra l’altro era evidente il contributo organizzativo del partito.

Fina ha messo in luce le analogie a livello internazionale: il sovranismo spesso si avvale anche all’estero dell’ambiguo sostegno dei gruppi estremisti. Per Vaccari al Pd spetta un ruolo importante, quello di sapere occupare i vuoti su cui spesso si avventano i neofascisti, stando sui temi per diventare punto di riferimento. Per Berizzi è fondamentale oggi più di ieri “riscoprire l’importanza della denuncia dell’antifascismo e il valore degli anticorpi”.

COMUNICATO STAMPA

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