COVID, PD L’AQUILA “ZONA ROSSA NON SIA COPERTURA PER IMMOBILISMO. 10 PROPOSTE PER NON RENDERE INUTILE SACRIFICIO CHIUSURE”

L’AQUILA – La Deputata Dem Stefania Pezzopane, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, Stefano Palumbo capogruppo, Stefano Albano consigliere comunale, Giacomo Carnicelli coordinatore Sindaci del Pd inviano questo appello a Presidente Regione, Asl, Sindaco L’Aquila presidente del Comitato ristretto dei Sindaci con 9 proposte concrete per non rendere vano ed inutile questo ulteriore sacrificio della zona rossa “La zona rossa non sia alibi e copertura del nulla o troppo poco che Regione ed Asl stanno mettendo in campo. L’Abruzzo su richiesta di Marsilio è entrato in zona rossa. Sappiamo che questo è avvenuto soprattutto per il fatto che la ASL dell’Aquila ha una situazione , da settimane, di crescita incontrollata del contagio, dei ricoveri, purtroppo dei decessi. L’Aquila continua ad essere la città con il più alto numero di contagi. Zona rossa vuol dire sacrifici ed un danno enorme per i nostri lavoratori autonomi, in particolare quelli del terziario e relativo indotto. Danno ancora più grave nel cratere, dove il Covid ha colpito e colpisce imprese e lavoratori che con enorme sacrificio tentavano di ripartire, dopo i danni e le difficoltà del post sisma.

 In questa fase, così drammatica, nella quale ciascuno di noi, i nostri cari ed amici sono spaventati, preoccupati, addolorati, non vogliamo sottolineare colpe, responsabilità, omissioni, negligenze, sottovalutazioni. Ci sarà tempo e luoghi opportuni per ricostruire cosa è successo.
Ma adesso la casa brucia. Pensiamo a spegnere, chi ha accesso il cerino affronterà al momento giusto le sue responsabilità.
Da questo momento, tutti, ma in particolare l’intera e diffusa classe dirigente della provincia , devono farsi carico di affrontare il da farsi, capire come far si che questi 15 giorni di sacrifici non passino invano, ma ci permettano di ridurre il più possibile l’andamento del contagio, ridurre in una diecina di giorni il carico sui nostri ospedali, prepararci, cercando di bloccarla, ad una possibile terza ondata che molti temono per gennaio febbraio.
Perché nella provincia dell’Aquila dai primi d’ottobre l’epidemia si è scatenata con tale violenza?
A nostro avviso perché contro il virus abbiamo avuto una minore “capacità di fuoco”, vale a dire di contrasto diretto sul territorio.
Pochi tamponi e con risposte oltre i 7 giorni, saltato il tracciamento, inefficaci i controlli diretti sui positivi e sul decorso della loro malattia, difficoltà delle USCA, mancaro funzionamento del numero verde e quindi di Immuni, ed altro ancora che più volte abbiamo sottolineato con proposte concrete, purtroppo non ascoltate, per invertire la negativa tendenza.
Allora noi proponiamo obiettivi irrinunciabili per non rendere vano questo ennesimo sacrificio:
 1) assicurare almeno 2000 tamponi molecolari al giorno, gestiti dalla ASL, dalla piattaforma, a risposta immediata entro 24, massimo 48 ore.
Occorre quindi verificare quanti tamponi può eseguire il laboratorio dell’ospedale , decidendo per quali esigenze destinarli (ricoveri, controlli dei ricoverati, ecc).
Chiarire con i laboratori di Pescara e Teramo quanti tamponi possono farci con refertazione in massimo 48 ore. Altrimenti è inutile inviarli a loro.
Convenzionare il laboratorio Dante Labs, a costi probabilmente inferiori a quelli che già si pagano a Teramo e Pescara, affinché processino i tamponi molecolari prelevati presso i drive in della ASL. Si può fare in 24 ore.
Convenzionare, con procedura accellerata, come fatto per il laboratorio dell’Università di Chieti e per Dante Labs, il laboratorio della nostra Università. Si può fare massimo in tre giorni.
 Predisporre l’esecuzione di tamponi rapidi antigenici a popolazioni determinate (scolari, lavoratori, operatori di strutture socio assistenziali), verificando anche l’invio di test salivari da parte della Protezione Civile.
2)Assumere, per almeno due mesi, 40 giovani medici da destinare al tracciamento telefonico e potenziare le postazioni del numero verde. Si può fare anche utilizzando postazioni presenti in qualcuno dei nostri call center.
3)Completare entro tre giorni tutte le pratiche per espletare avvisi pubblici per il personale.
4)Assicurare il maggior numero possibile di Covid Hotel per pazienti positivi con sintomatologia non grave che non possono essere isolati in casa, che potrebbero essere così seguiti da una unità USCA.
5)Provvedere a forniture di ossigeno. La ASL ha contratti con aziende per i “bomboloni” ad alta capacità per i pazienti in ossigeno terapia a lungo termine. Utilizzarli sia per pazienti trattati a domicilio, sia per pazienti in strutture socioassistenziali.
6)Verificare i tempi per la vaccinazione antinfluenzale, verificando tempi certi di approvigionamento, ricorrendo anche all’aiuto della P.C. e se necessario chiamando più medici al fine di somministrarli in tempi più rapidi.
7)Attivare una Usca pediatrica per poter seguire bambini ed adolescenti.
8) Accellerare al massimo l’attivazione della Tac dedicata, fondamentale per essere più rapidi ed efficaci con le diagnosi e per separare i positivi da altre patologie. Se i lavori per la Tac fossero partiti per tempo, quando già a marzo lo avevamo chiesto, oggi sarebbe stata disponibile.
9) Applicare rigidamente i protocolli di sicurezza anti COVID negli ospedali e nelle RSA, dove il mancato e puntuale tracciamento sta producendo diffusione di contagio tra medici, personale sanitario e pazienti proprio nel luoghi dove dovrebbe essere massima la sicurezza.
10) Affiancare immediatamente alla Direzione Asl una figura di comprovata esperienza e capacità; pur ritenendo necessario il commissariamento, prendiamo atto che non c’è da parte della Regione questa lucidità e capacità reattiva, riteniamo allora sia comunque urgente dare risposta ad una richiesta fatta già un mese fa di robusto affiancamento per emergenza COVID della Direzione Asl 1.”