OPI PROVINCIALE L’AQUILA SU VICENDA MEDIATICA OSPEDALE SS FILIPPO E NICOLA DI AVEZZANO

AVEZZANO – Interviene anche l’Ordine provinciale delle Professioni Infermieristiche, sulla questione Ospedale di Avezzano alla luce dei fatti recenti avvenuti e riportati sulle cronache nazionali.

Lo stress organizzativo e gestionale delle strutture sanitarie che ha attraversato ed attraversa tutta Italia, a seguito della pandemia Covid19, è talmente noto che diventa inutile ripetere il dato; eppure questo stress è concausa di situazioni diffuse, come quella che è stata evidenziata nei noti servizi televisivi che hanno fatto riferimento all’ Ospedale SS Filippo e Nicola di Avezzano.

Naturalmente, un Ordine provinciale delle Professioni Infermieristiche ha un doppio mandato, come non sempre è ricordato: da una parte svolge un ruolo di tutela e vigilanza nei confronti dei professionisti iscritti, e dall’altra svolge una azione di sollecito perché la dignità delle cure prestate e dei servizi offerti sia all’altezza delle necessità dei cittadini.

Come sempre, anche nel caso salito alla ribalta mediatica è necessario attendere il completamento, da parte delle autorità preposte, delle valutazioni per un eventuale intervento ordinistico; intanto da parte nostra ricordiamo che anche in piena crisi pandemica proprio le strutture sanitarie e i professionisti in servizio
devono essere sostenuti al massimo, anche con le dotazioni necessarie, proprio per poter effettuare al meglio le azioni assistenziali: azioni che devono restare il primo mandato dei nostri iscritti.

“L’Ordine della Provincia dell’Aquila avendo pertanto appreso dalla stampa di quanto sta accadendo, manterrà alta l’attenzione vigilando sugli sviluppi a tutela sia del cittadino primo punto di interesse dell’attività e delle attenzioni professionali degli Infermieri che dei professionisti stessi che in questa pandemia hanno mostrato da sempre e da subito grande capacità di adattamento, pazienza, tolleranza, resistenza allo stress e senso del dovere”.

A seguito alla pubblicazione dell’articolo “ALL’OSPEDALE VIGE ARIA DI TERRORE LA DIRIGENZA RICATTA CON IL LICENZIAMENTO IL PERSONALE” ho ritenuto opportuno contattare la presidente dell’ Ordine delle Professioni Infermieristiche -OPI L’Aquila Maria Luisa Ianni che ha rilasciato, in esclusiva per Marsica Web, la seguente dichiarazione:

Mi spiace tantissimo per tutto ciò che sta accadendo, che Avezzano in questa pandemia sia ricordata per questo che sta accadendo, è ancora più terribile delle criticità e dei problemi irrisolti!
Credo che la situazione sia sfuggita completamente di mano e sono assolutamente contraria a questa ‘caccia alle streghe’ qualora ci sia, soprattutto in questo momento.
È fuori luogo, senza senso e inopportuna.
È chiaro che la via della fidelizzazione segue altre direzioni così come è chiaro che quando l’insicurezza, la paura, il senso di protezione vengono meno, si riesce a fare cose che in altri momenti sono impensabili.
Credo che il personale tutto stia facendo sforzi immensi, per senso del dovere e per amor di patria ma si spera che questa situazione passi altrimenti saranno molti coloro che riporteranno ‘segni’ fin troppo evidenti nel corpo e nella mente se se ne uscirà vivi.
Chiaro è che ciò che non funzionava prima del Covid ancor di più mostra di non funzionare in tempo di guerra del Covid.
Carenze o assenze a livello di assistenza e cure territoriali, assetti organizzativi ospedalieri vetusti e tagli del personale accompagnati da completa assenza di valorizzazione delle risorse umane o delle competenze acquisite, stipendi non in linea con il resto del mondo e con una pressione fiscale esagerata, sicuramente rappresentano gli ingredienti peggiori per avere i risultati che conosciamo.
Tutto quello che è stato fatto nel corso degli anni è stato legato al solo senso di responsabilità e abnegazione di chi della cura degli altri ha fatto il proprio obiettivo di vita professionale.
Speriamo tutti che la programmazione che si sta portando avanti, con difficoltà, porti i risultati sperati prima che sia troppo tardi.