COVID: DISAPPLICAZIONE DEI DPCM –SALVIAMO L’ABRUZZO

ABRUZZO – “Non applicare i Dpcm per consentire ai commercianti di lavorare durante il periodo natalizio”.

A chiederlo, al governatore abruzzese Marco Marsilio, è il coordinamento regionale del partito ItalExit con Paragone.

In una lettera inviata al presidente della Regione Abruzzo, si legge che “Come ben noto alla cronaca, nella serata dell’11/12/2020 la sentenza del Tar dell’Aquila n°241/2020 sospende l’ordinanza del governatore Marsilio, dopo l’impugnazione da parte del governo. Questa sentenza, stando alle norme del Dpcm, consentirà all’Abruzzo di tornare in zona gialla con tutte le conseguenze negative il 27/12/2020. Tale situazione si è determinata, al di là delle polemiche sulle competenze o meno dell’ordinanza regionale, a causa del metodo di valutazione che stabilisce l’appartenenza di una regione ad una zona, secondo il ministero della Salute”.

“Non si capisce il perché i dati presi in considerazione dal ministero della Salute debbano essere riferiti alla settimana precedente all’attribuzione della zona, e non, invece, a quelli della settimana corrente – prosegue la missiva a Marsilio -In virtù di quanto sopra, sarebbe stato possibile, quindi, riportare l’Abruzzo in zona gialla già da lunedì 21 dicembre, con tutte le positive ricadute sociali ed economiche che si sarebbero verificate considerando anche e soprattutto il periodo di festività, nel quale, è noto, aumentano le occasioni di socializzazione e contestualmente le attività commerciali registrano maggiori entrate; questo non vuole essere un richiamo veniale, ma dietro ogni attività ci sono persone e famiglie che hanno il diritto di vivere dignitosamente”.

“In sostanza, c’è da chiedersi, sotto il profilo della legittimità costituzionale, se i Dpcm (provvedimenti amministrativi temporanei d’urgenza), non siano andati oltre la propria natura e competenza, finendo per toccare i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, motivo per cui chiediamo a gran voce la disapplicazione immediata dei Dpcm”, conclude la lettera di ItalExit.