AVEZZANO: UN CONSIGLIO COMUNALE ALL’INSEGNA DEL SOCIALE E ALLA LOTTA DELLA POVERTÀ

Lotta alla povertà. Piano di intervento approvato all’unanimità in Consiglio comunale. Di Berardino: “Le persone vogliono essere utili alla collettività e sentirsi parte attiva della stessa: è questo ciò che vogliamo garantire, non solo un efficace contrasto alla indigenza”

AVEZZANO –  È facile farsi prendere dalla mano, quando a parlare di fatti concreti è solo una parte dell’assise comunale, trascurando però, il vero fatto oggettivo che ha caratterizzato il consiglio svoltosi ieri al Castello Orsini, nel rispetto del distanziamento sociale. In un momento così difficile la stampa dovrebbe dare visibilità a fatti oggettivamente rilevanti con iniziative volte al sociale e non a quisquilie politiche che al cittadino poco importanono, soprattutto se amplificate in maniera faziosa e di parte. Ed è questa la buona notizia, di ieri, appunto:

È stato approvato all’unanimità, in Consiglio Comunale il piano di intervento per il contrasto alla povertà proposto dal vicesindaco con delega alle politiche sociali Domenico di Berardino.

Il finanziamento, derivante dal fondo interministeriale per la lotta alla povertà e l’inclusione sociale (triennio 2018-2020) ha portato nelle casse del Comune oltre 267 mila euro.

Una parte delle somme sarà destinata ai tirocini formativi e alla realizzazione di Progetti utili alla Collettività (PUC) e che verranno realizzati con il contributo fondamentale del settore sociale del Comune (dirigente Dott.ssa Laura Ottavi).

L’obiettivo, in buona sostanza, è quello di coinvolgere circa 500 beneficiari del Reddito di cittadinanza in attività che riguardano l’ambiente, la cultura, la tutela dei beni comuni, la formazione, oltrepassando una visione prettamente assistenziale. Altre azioni previste riguardano i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, l’assistenza domiciliare socio assistenziale, il sostegno alla genitorialità.

Cerchiamo – afferma Di Berardino – di aiutare coloro che hanno difficoltà economiche facendo fare loro qualcosa di operativo, importante e significativo per la collettività. Alle somme erogate, quindi, si aggiunge la dignità del lavoro prestato da parte della persona che si rimette in moto dopo un periodo di stop. Con il tirocinio poi, si possono apprendere nuove competenze ed abilità.

L’ottica vuole essere non solo quella di dare una mano ma anche di far sentire attive le persone che partecipano ai progetti, riconoscendo il valore di quello che possono fare per tutti”.