L’ODISSEA DI UN CAMIONISTA ABRUZZESE BLOCCATO IN INGHILTERRA PER QUATTRO GIORNI -VIDEO-

OFENA – Un camionista, che trasporta patate, di origini abruzzesi è rimasto bloccato in Inghilterra per quattro giorni: arrivato a destinazione sabato sera, è riuscito a scaricare nelle giornate di domenica e lunedì. Tutto nella norma, fino a quando, martedì mattina, ha tentato di andare a fare l’ultimo carico in Francia per poi fare rientro a casa, in Italia.

Risultato: una colonna di camion ferma per tre chilometri in autostrada. Nessun mezzo francese risulta essere in fila, contrariamente a quelli italiani e di altre nazioni, dimostrazione del fatto che sicuramente sono stati avvisati per tempo di quanto stava per accadere.

Domenica sera è arrivato l’annuncio della scoperta della variante inglese del coronavirus, fino a quella data però, molti sono stati coloro che sono entrati ed usciti dall’Inghilterra, senza preavviso e senza tampone.

“In questi giorni, nonostante le dichiarazioni che dicono che questa variante del Covid sia molto più contagiosa e trasmissibile rispetto alle altre” – dichiara l’autista raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – “non ci sono stati controlli, nessuno che ci abbia detto di non scendere dal camion. Solo oggi sono riuscito ad entrare in Francia, le mie scorte alimentari sono terminate. Il primo giorno di blocco è arrivata una fondazione che ci ha portato qualcosa da mangiare e da bere, per il restante del tempo dobbiamo ringraziare gli abitanti della zona che si sono prodigati e ci hanno dato ristoro. Durante la scorsa notte, precisamente alle 01.20, alcuni militari mi hanno consegnato il test rapido nasofaringeo che ho dovuto effettuare da solo, senza il supporto di un operatore sanitario: l’esito sono venuti a ritirarlo alle 04.30.  Ci dicono che non dobbiamo assembrarci, ma da come si vede nelle immagini che ho filmato, abbiamo utilizzato tutti lo stesso bagno chimico, dopo aver fatto lunghe file: molti non indossavano neanche la mascherina”.

Solo quest’oggi il camionista è riuscito ad entrare in Francia, mentre era a telefono con noi, appellandosi al buon senso del custode dell’azienda fornitrice, ha potuto caricare la merce e quindi finalmente potrà ripartire per l’Italia.

La domanda sorge spontanea: la variante inglese sembrerebbe circolare già da molto tempo, allora perché l’allarme è stato diramato soltanto a ridosso delle festività natalizie? Ai posteri l’ardua sentenza, noi non possiamo fare altro che segnalare l’increscioso e grave fatto accaduto ed augurarci che il nostro connazionale riesca a tornare nel più breve tempo possibile dalla sua famiglia.