ASHLI RABBITT. ASSASSINATA PERCHE’ DIFENDEVA I SUOI IDEALI

di Mirko Marchione

Un video. L’obiettivo che inquadra una porta chiusa con il vetro spaccato. Sulla sinistra quasi nascosta dietro un angolo, si intravede una persona che impugna una pistola, puntata ad altezza uomo, contro il gruppo di manifestanti dall’altra parte. Non si vede il viso, coperto dalla mascherina, ma non sembra essere un poliziotto, si vedono distintamente i gemelli nei polsini della camicia. La mano che stringe l’arma ondeggi, tenendo sotto mira i rivoltosi; ad un certo punto, alza il tiro e spara. Contestualmente la telecamera si gira e riprende un corpo che cade. La manifestante è stata colpita. Una donna a terra con il sangue che esce anche dalla bocca e una macchia di sangue che si allarga sul petto.

Si chiamava . Ashli Babbitt ed era una veterana dell’aeronautica. La donna aveva servito in Afghanistan, Iraq, Kuwait e Qatar. Sostenitrice di Trump. Non aveva mai timore di esprimersi, era diretta e rumorosa, dato che aveva molto seguito. ERA DISARMATA.

Per lei nessuna manifestazione delle moderne femministe. Nessun sportivo o uomo dello spettacolo in ginocchio per lei. Nessuna indignazione da parte dei media. Nessun politico che abbia speso una parola per una giovane donna, disarmata che protestava e manifestava per i suoi ideali.

Allora lo faccio io, sperando che anche voi lo condividiate. Tacere e girare la testa sta uccidendo questo mondo.

Se cercate con Google chiaramente il video lo troverete con molta difficoltà. Provare per credere.

Riposa in pace Ashli.