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COVID, NUOVI SINTOMI DELLA VARIANTE INGLESE PREOCCUPANO ONS

RedazionediRedazione
25 Febbraio 2021
inCOVID-19,Salute
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La nuova variante inglese Covid, nota anche come B.1.1.7, sta diffondendo e alimentando i timori dei maggiori esponenti della comunità scientifica, preoccupati del fatto che la contagiosità di questo nuovo ceppo – più aggressivo ma non più letale – possa influire negativamente sul tasso dei contagi e, quindi, sull’andamento dei numeri della pandemia.

Covid, i sintomi della variante inglese: come si manifesta

Secondo un’analisi dei recenti casi osservati nel Regno Unito e in diversi parti d’Europa, i pazienti Covid a cui è stata diagnosticata la nuova variante tendono a mostrare segni di infezione “meno tipici” rispetto a quelli più comunemente associati al Coronavirus (spesso paragonati ai disturbi tipici dell’influenza). Da qui la necessità di individuarli con maggiore precisione e portali all’attenzione della comunità, così da informare le persone e renderle maggiormente consapevoli del fatto che – alla presenza di questi nuovi sintomi – è consigliabile sottoporsi ad un test antigenico o rapido per essere sicuri di non aver contratto il virus.

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Secondo uno studio dell’Office for National Statistics (ONS), vi sono alcuni sintomi che possono essere più comuni nelle persone che risultano positive al test per la nuova variante britannica. I risultati dell’ONS si basano su osservazioni che hanno coinvolto un campione casuale di 6.000 persone in Inghilterra, che sono state monitorate per due mesi tra metà novembre e metà gennaio.

Stando a quanto emerso, in un gruppo di circa 3.500 persone la nuova variante si è manifestata attraverso i seguenti sintomi:

  • il 35% ha detto di aver avuto la tosse;
  • il 32% ha avuto affaticamento;
  • il 25% aveva dolori muscolari e dolori alle articolazioni;
  • il 21,8% aveva mal di gola.

Dati questi in contrasto con la “vecchia” variante, che – in un gruppo di 2.500 persone – si è presentata attraverso i seguenti sintomi:

  • il 28% ha avuto la tosse;
  • il 29% era affaticato;
  • il 21% aveva dolori muscolari e alle articolazioni;
  • il 19% aveva mal di gola.

Lo studio ha rilevato inoltre che solo il 16% di coloro che hanno contratto il ceppo inglese ha sperimentato la perdita del senso del gusto, mentre solamente il 15% ha perso l’olfatto. Percentuali queste leggermente inferiori a quelle riportate dalle persone con la vecchia variante (dove perdita di gusto e olfatto si è manifestata nel 18% dei casi).

Non è stata riscontrata invece alcuna differenza per quanto riguarda i sintomi come mal di testa, mancanza di respiro o diarrea e vomito, che in entrambi i casi (vecchio e nuovo ceppo) si sono manifestati con la stessa frequenza.

Variante inglese Covid: i sintomi “atipici”

Trattandosi di un’infezione virale che colpisce soprattutto il sistema respiratorio, i pazienti Covid lamentano spesso – come primi sintomi – tosse secca, problemi di fiato e affaticamento. Tuttavia, oltre a tosse e mal di gola, gli esperti britannici hanno osservato che molti pazienti Covid che hanno contratto la variante inglese hanno manifestato una forte debolezza e stanchezza tra i primi disturbi, prima ancora dei classici sintomi associati al Sars-Cov-2.

In molti casi, i sintomi neurologici dell’infezione inglese possono anche causare vertigini, malessere e nausea. E a questi si aggiungono i dolori muscolari e alle articolazioni, che stanno aumentando sempre di più.

Questi segni possono presentarsi in qualsiasi ordine, essere presenti insieme ai segni classici (mal di gola, febbre, tosse) o senza di essi. Per questo motivo, al loro manifestarsi in maniera persistente e/o insolita, i ricercatori suggeriscono di sottoporsi ad un test per scongiurare ogni rischio.

Tags:CovidCovid-19emergenza coronavirussintomivariante inglese
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