• Pubblicità
  • Contatti
venerdì, 14 Agosto 2026
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Marsica-Web | il giornale online
Pubblicità
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
    • Regione Abruzzo
  • Salute
  • Sport
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
    • Regione Abruzzo
  • Salute
  • Sport
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Marsica-Web | il giornale online
HomePolitica

NORMA COSSETTO: LA STUPRATA ERA FASCISTA, PER LE DONNE DEMOCRATICHE È USATA A FINI IDEOLOGICI E DI PROPAGANDA DALL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA DI CELANO

RedazionediRedazione
25 Novembre 2021
inPolitica
AA
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su WhatsAppCondividi su Telegram

Sono trascorsi settantotto anni dalla morte diNorma Cossetto, ventitreenne studentessa italiana d’Istria, uccisa barbaramente da un nucleo di partigiani. La Storia degli ultimi anni di guerra in Italia, all’indomani dell’8 Settembre 1943, è costellata di episodi di violenza e di odio senza precedenti. Nella nostra penisola furono infatti registrati fatti di singolare efferatezza non soltanto da parte dei “Liberators” ma anche dei partigiani, che assai di frequente si lasciarono andare a mattanze sanguinarie nei confronti di fascisti e collaborazionisti (spesso solamente ritenuti tali).

Norma Cossetto è la figlia del dirigente locale del Pnf, laureanda in lettere e filosofia presso l’Università di Padova. E’ in questo brevissimo lasso di tempo che la famiglia Cossetto inizia a ricevere minacce e intimidazioni da parte dei partigiani jugoslavi e italianipresenti nell’area, finché il 26 Settembre la ragazza viene convocata presso il comando partigiano.

Leggi anche

MAGGIORI RISORSE PER LA RISERVA DEL SALVIANO COL NUOVO PIANO DI GESTIONE. PIERLEONI: «FONDI UTILI PER INCENTIVARE LE ATTIVITÀ DIDATTICHE E PER LA SALVAGUARDIA DEI SENTIERI»

TORNA LA “NOTTE BIANCA”. MUSICA DAL VIVO, ARTISTI E STREET FOOD, DI STEFANO: “ECCO UN PERCORSO ITINERANTE NEL CUORE DELLA CITTA’”

Dopo un interrogatorio e pressanti richieste di abiurare la propria fede fascista (richieste respinte da parte della ragazza) Norma viene rilasciata e ricondotta a casa, soltanto per esserne nuovamente prelevata il giorno successivo e ricondotta nella ex-caserma dei Carabinieri di Visignano, poi nella scuola di Antignana, trasformata in prigione.

E’ ora che ha inizio il suo incubo: presa di mira dai partigiani per via del ruolo di spicco nel fascismo istriano ricoperto dal padre, viene separata dagli altri prigionieri e sottoposta a sevizie e stupri ripetuti da parte dei suoi carcerieri. Le violenze vanno avanti per giorni, attirando l’attenzione di una donna residente in un edificio antistante la scuola che riferisce di essersi avvicinata alle finestre del plesso scolastico per identificare la fonte dei lamenti e delle richieste di aiuto sentite durante la notte. Qui avrebbe visto Norma, legata ad un tavolo dai suoi aguzzini, venire ancora violentata a turno dai partigiani.

Per le donne democratiche però, lo stupro di una donna,“solo perchè ritenuta fascista”, per via dell’incarico del padre, non rientra nella violazione dei diritti umani e non è una forma di discriminazione tale da essere ricordata  nella giornata internazionale della violenza contro le donne.

Di seguito la nota inviata alla stampa a firma, appunto, delleDemocratiche Celano:

«Cosa c’entra una donna fascista uccisa dagli insorti istriani durante il caotico settembre del 1943 con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donneistituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, per il 25 novembre?

Cosa c’entra una tragedia della storia con una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere?

Niente.

Eppure, l’amministrazione Comunale di Celano ha pensato bene di occupare (è proprio il caso di dirlo) quello spazio con una iniziativa di dubbio gusto morale e indubbia volontà politica. Forse per strizzare l’occhio ai camerati che ci guardano dalla capitale? Chissà». Questo è quanto si chiedono leDemocratiche Celano, alla vigilia del 25 novembre, giornata che come sappiamo ogni anno è (o dovrebbe) essere dedicata alla sensibilizzazione per contrastare i femminicidi e la violenza sulle donne, specie quella domestica e familiare.

Certo questa stessa parte politica che promuove adesso le iniziative per celebrareNorma Cossetto, dedicandole una targa in comune, la visione di un documentario e l’ispirazione della memoria, non ha mai nascosto la sua ammirazione per il fascismo e i suoi metodi. È una parte politica che ancora oggi diffonde odio e razzismo, omofobia e sessismo, che invoca la pena di morte o l’evirazione per il reato di stupro quando commesso da migranti (in particolare se “di colore”), ma è sempre pronta a giustificare lo stesso crimine (mettendo sotto accusa la vittima) quando commesso da uomini “bianchi”, specie se in divisa.

Appare evidente dunque come sia pretestuosa l’insistenza sulle circostanze della morte di Norma Cossetto. A costoro non interessa la sofferenza fisica e psicologica di una donna vittima di violenza domestica, economica, di genere, né dei tanti femminicidi (uno ogni tre giorni quest’anno) – che dovrebbero essere al centro delle attività di sensibilizzazione nella data del 25 novembre.Il corpo di Norma Cossetto, per loro, come quello di tutte le altre, non è altro che uno strumento. Strumento di propaganda, strumento politico e anche culturale.

Norma Cossetto non ha mai smesso di essere un simbolo per una determinata parte politica, che si serve della sua tragica vicenda solo per imporre il proprio immaginario al paese. 

È evidente quanto sia pretestuosa la scelta di celebrala, a livello nazionale così come locale: con la sua figura non si vogliono commemorare le vittime civili della seconda guerra mondiale, le italiane morte per la patria,né tanto meno le donne in sé o le vittime di violenza di genere. Si vogliono celebrare le vittime fasciste dei partigiani. E questo è semplicemente inaccettabile per una amministrazione comunale presidio di una istituzione che affonda le sue radici nella Costituzione antifascista italiana.

È quanto dichiarano in una nota stampa la Conferenza Donne Democratiche Marsica

CONF DEMOCRATICHE MARSICA

Redazione

Redazione

La redazione di MarsicaWeb mette l’informazione libera al primo posto, senza alcun compromesso.

Leggi anche

LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ, CONCLUSA LA PROCEDURA PER LA “GIUSTIZIA RIPARATIVA” A CELANO

LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ, CONCLUSA LA PROCEDURA PER LA “GIUSTIZIA RIPARATIVA” A CELANO

7 Agosto 2026
NUOVO MUNICIPIO, VERDECCHIA CHIEDE CHIAREZZA: “SCADENZE NON RISPETTATE E LAVORI IN RITARDO, L’AMMINISTRAZIONE TACE MA I CITTADINI MERITANO CHIAREZZA”

FUCINO, VERDECCHIA (PATTO PER AVEZZANO): “DALLA REGIONE SOLO PROMESSE DISATTESE. OGGI IL CONTO LO PAGANO AGRICOLTORI, AMBIENTE E NOI CITTADINI”

31 Luglio 2026
Articolo successivo

SINDACI DI ABRUZZO E LAZIO A ROMA "CONFERMATO L'IMPEGNO DEL MINISTRO GIOVANNINI PER BLOCCARE L'AMUNTO DELLE TARIFFE AUTOSTRADALI"

ANNUNCIO PUBBLICITARIO
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
  • Pubblicità
  • Normativa fact-checking e deontologia
  • Privacy Policy
  • Contatti
Scrivici: redazione@marsica-web.it

© 2023 Marsica Editoriale Srls | P.Iva 02049450667 |Reg. Tribunale di Avezzano 93/2018 | Direttore Responsabile: Germanico Patrelli

Bentornato!

Accedi al tuo account

Password Dimenticata?

Recuperare la password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Accedi

Add New Playlist

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Salute
  • Sport

© 2023 Marsica Editoriale Srls | P.Iva 02049450667 |Reg. Tribunale di Avezzano 93/2018 | Direttore Responsabile: Germanico Patrelli