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LA MARSICA SEMPRE PIÙ ISOLATA, PERCHE’ ESCLUDERE DALLE RETI TEN-T IL CORRIDOIO INTERMODALE TRASVERSALE BARCELLONA – CIVITAVECCHIA – ROMA – AVEZZANO – SULMONA – PESCARA – ORTONA – VASTO – PLOCE? A CHI GIOVA?

Redazione di Redazione
16 Dicembre 2021
in Politica
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Lo sviluppo di una Regione dipende molto dalla sua collocazione geografica e dalle interconnessioni. Noi abbiamo una Regione che è baricentrica rispetto alla Macroregione Adriatico – Ionica. La ZES (Zona Economica Speciale) è una agevolazione di natura fiscale, che viene data alle industrie, se si collocano nel territorio. Oggi la marittimizzazione dell’economia è determinante; una grandissima percentuale delle merci viene trasportata via mare. I porti abruzzesi devono assolutamente legarsi al porto di Civitavecchia. Gli esperti di logistica e di portualità, Ing. Antonio Nervegna e Dott. Euclide Di Pretoro, indicarono all’ex Giunta Regionale D’Alfonso una perimetrazione della ZES, che avesse appunto uno sviluppo trasversale.

Se non facciamo una interconnessione con ordito e trama di trasporti, le aree interne non si svilupperanno mai, anzi si spopoleranno ancor più e rischieranno di morire. Che senso ha favorire solo la Costa Adriatica, che pure è un fatto molto positivo in sé, ma insufficiente, se non è collegato con le aree interne fino ad aprirsi ai traffici di Civitavecchia? E solo adeguando la ferrovia Pescara – Sulmona – Avezzano – Roma all’Alta Capacità, nonché anche velocità, si potrà parlare di un progetto a largo respiro, che potrà dare frutti alla nostra economia e alla nostra vita sociale. Solo un progetto completo potrà evitare lo spopolamento e l’arretratezza delle aree interne rispetto a una certa modernità, che si vorrebbe creare solo altrove. L’Abruzzo deve fruire di servizi moderni, se vuole crescere nella sua interezza.

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Un corpo è sano, se tutti i suoi organi vitali stanno bene, dal momento che tutti comprendono che non si può vivere bene, se gli arti, il cuore, i reni, il fegato…stanno male. Ed è anche chiaro che pure le autostrade e le strade interne devono concorrere al flusso agevole delle merci e delle persone, in un territorio accidentato come quello dell’Abruzzo interno. Il mondo globalizzato ha bisogno di una politica intelligente e lungimirante. Dunque la Politica vera faccia qualcosa di concreto per le aree interne dell’Abruzzo e non si limiti soltanto a promettere, sapendo di non voler o poter mantenere le promesse. Faccio perciò appello a tutti coloro che hanno responsabilità politiche e amministrative dell’Abruzzo affinché si adoperino concretamente per la crescita reale dell’economia e della vita sociale della nostra intera Regione e non solo di una parte di essa.

Ci permettiamo di ricordare, senza timore di essere smentiti:
A) la Regione non ha raggiunto l’obiettivo strategico dell’attivazione del corridoio tirreno-adriatico, punto prioritario del Programma di mandato del presidente. La figura qui riportata espone quanto la Regione ha chiesto, ovvero l’attivazione della direttrice Barcellona/Civitavecchia/Aree interne abruzzesi/Ortona/Ploce.
Questa proposta non è stata adeguatamente sostenuta e la decisione della regione di scegliere come autorità portuale Ancona al posto di Civitavecchia non ha favorito la possibilità di attivazione del corridoio trasversale. L’Europa riaprirà il dossier sulla direttrice tirrenica nel 2030, tra dieci lunghissimi anni;
B) Il completamento della (tratteggio blu da Ancona a Bari) direttrice Adriatica è un fatto positivo, ma ricordiamo che si tratta di un risultato assolutamente ed ampiamente scontato.
Da oggi l’Abruzzo è ancor di più a due velocità: le aree interne sono escluse da tutto.
Redazione

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