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LIBRI: ABITARE IL TEMPO IN ABRUZZO SGUARDI SULLE CASE IN TERRA CRUDA DI TIZIANA FRANCAVILLA

Presentazione 21 marzo ore 16:30, Sala Conferenze Nicola Irti, Avezzano

RedazionediRedazione
21 Marzo 2025
inCultura e Spettacolo
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copertina casedi terra jpg
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Sarà presentato oggi 21 marzo alle ore 16:30 presso la Sala Conferenze Nicola Irti di Avezzano il volumeAbitare il tempo in Abruzzo sguardi sulle case in terra cruda di Tiziana Francavilla pubblicato  da Edizioni Menabò. Alla presentazione patrocinata dal Comune di Avezzano e in collaborazione con il consiglio dell’Ordine degli Architetti della Provincia de L‘Aquila parteciperanno: Domenico Di Berardino Vicesindaco di Avezzano, Sara Liberatore Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P. e C. dell’Aquila, con interventi di Laura Saladino Presidente Archeoclub della Marsica, Gaetano Basti edizioni Menabò, Gianfranco Conti del Ced Case di Terra, modera l’incontro la giornalista Anna Crisante. È prevista la partecipazione di Lia Giancristofaro, professoressa di Antropologia Culturale presso l’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio. È previsto rilascio di credito formativi per gli architetti.

Le case in terra cruda, un tempo diffuse in tutto l’Abruzzo, rappresentano oggi un patrimonio architettonico unico e fragile, la cui storia è inestricabilmente legata alla vita rurale della regione. Queste abitazioni, costruite con materiali locali come l’argilla, la paglia e il legno, incarnano secoli di adattamento umano al territorio e testimoniano l’abilità dei costruttori nell’armonizzare i bisogni dell’uomo con la natura e le sue risorse limitate. Oltre ad essere un simbolo di sostenibilità ante litteram, le case di terra rappresentano una forma di architettura vernacolare che racconta il passato contadino dell’Abruzzo e, allo stesso tempo, offre spunti per un futuro più sostenibile.

Nel libro queste abitazioni vengono documentate non solo attraverso fotografie, ma anche attraverso racconti fotografici e interviste approfondite ai “proprietari custodi”, che offrono testimonianze vivide su progetti di vita radicati nel rispetto della tradizione e dell’ambiente.

Queste narrazioni svelano l’affetto e il senso di responsabilità con cui i proprietari si rapportano alle loro abitazioni, considerandole non solo come spazi fisici, ma come veri e propri testimoni di una memoria collettiva che va preservata. In Abruzzo, si assiste a un impegno sistematico per il recupero delle case in terra cruda, un processo reso possibile anche grazie all’adozione di leggi regionali che hanno sensibilizzato i proprietari sul valore storico e culturale delle loro abitazioni. Queste normative hanno aperto la strada a iniziative di recupero che vedono le case di terra non più come ruderi da abbandonare, ma come risorse abitabili o ricettive, in grado di valorizzare il territorio e promuovere un turismo sostenibile.

Il volume, nel quale sono presenti contributi di Gianfranco Conti, Remo Rapino, Mauro Vitale e Anna Crisante, si propone di offrire una visione alternativa rispetto all’estinzione di queste architetture, proponendo invece una rivalutazione che le leghi più strettamente al loro contesto ambientale, economico e culturale inserendole nel più ampio panorama del paesaggio abruzzese, per diventare un simbolo di resistenza e di innovazione. In tal modo si può contribuire alla valorizzazione di un “paesaggio fragile”, minacciato dalla modernizzazione e dall’abbandono rurale. Il concetto di paesaggio viene qui ampliato, non solo come elemento naturale, ma come spazio di relazioni umane, sociali ed economiche che devono essere tutelate per il benessere delle comunità locali.

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