«Ieri sera, mentre ero in una Piazza Risorgimento gremita di famiglie e ragazzi accorsi per un bellissimo momento di nostalgia musicale anni ’90 – a coronamento di una Stracittadina davvero ben riuscita – qualcuno, qualche cretino, ha pensato bene di spruzzare spray al peperoncino tra la folla. Il risultato? Panico generalizzato e la sensazione, concreta, che sarebbe potuta finire molto male».
Lo dichiara Nello Simonelli, consigliere comunale e presidente di Nazione Futura Abruzzo, intervenendo a seguito dell’accaduto.
«Non si può parlare di bravata, non si può derubricare in questo modo. La comunità cittadina ha il sacrosanto diritto di godersi una serata estiva in serenità. Chi si abbandona a gesti tanto degradanti è un criminale: incivile, irresponsabile, sprezzante della vita altrui. Episodi del genere, se non arginati con fermezza e censurati con la massima severità, rischiano di tracciare pericolosi punti di non ritorno».
Simonelli ha voluto esprimere un ringraziamento pubblico: «Desidero ringraziare il Corpo della Polizia Locale, pronto a intervenire in modo tempestivo e professionale per riportare l’ordine dove era esploso il caos. Il loro impegno dimostra ancora una volta quanto siano importanti gli elementi sani della nostra società».
Il consigliere evidenzia anche un aspetto di rilievo sociale: «C’è un segnale forte che non va sottovalutato: anche solo poco tempo fa, un episodio del genere avrebbe causato il fuggi-fuggi generale e la serata sarebbe finita lì. Invece, dopo poco, la musica è ripartita, la piazza si è ripopolata, lo spettacolo è proseguito. Questo significa che le persone perbene non hanno più intenzione di lasciarsi intimidire da bulli da quattro soldi. E questa è una buona notizia».
A livello istituzionale, Simonelli si farà promotore di una proposta concreta: «Mi attiverò nell’immediatezza per presentare ai colleghi in Consiglio comunale e al Primo Cittadino, contando sulla loro sensibilità sul tema, una richiesta formale che preveda, per tutta la durata degli eventi estivi, l’attivazione di un servizio fisso di Polizia Locale sul modello del “Poliziotto di Quartiere” – la cui utilità oggi è tornata evidente – o, in alternativa, l’impiego di un servizio di vigilanza privata, ai sensi dell’articolo 134 TULPS e del D.M. 269/2010, per garantire la sicurezza e il controllo nei luoghi di maggiore afflusso».
«La cittadinanza ha pieno diritto di vivere momenti di socialità in sicurezza. Nessuno si azzardi a rovinarli con atti di prevaricazione, bullismo, tracotanza o – come in questo caso – comportamenti di vera e propria criminalità. Chi semina il disordine troverà sempre chi è pronto a difendere l’ordine, la dignità e il rispetto che questa città merita», conclude.





