AVEZZANO– Con la deliberazione n. 1452 del 2025, la ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha approvato una serie di misure urgenti di contenimento della spesa sanitaria, tra le quali figura anche ildepotenziamento dei Punti di Primo Intervento (PPI) di Tagliacozzo e Pescina.
Nel documento, alla pagina 12, è indicata l’interruzione del turno notturno medico presso i due presidi sanitari, con la contestuale riduzione di tutte le attività aggiuntive, dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) e delle prestazioni straordinarie.
La decisione, inserita nel contesto del piano di rientro della spesa pubblica sanitaria, si affianca ad altre misure restrittive.
Nessun potenziamento alternativo per il territorio marsicano: A fronte della riduzione dei servizi nei presidi di Tagliacozzo e Pescina,non risultano attivati nuovi servizi sanitario potenziamenti strutturali alternativi nel comprensorio marsicano. Tale scelta desta particolare attenzione nelle aree interne della provincia dell’Aquila, dove il tessuto demografico è caratterizzato da un’elevata incidenza di popolazione anziana e da una maggiore distanza dai principali ospedali hub della rete regionale.
L’interruzione del turno notturno nei PPI locali potrebbe avere ricadute significative anche sull’operatività del sistema di emergenza-urgenza (118), che si troverà a dover gestire una quota maggiore di accessi, potenzialmente non differibili, dirottandoli verso le strutture ospedaliere di Avezzano o Sulmona, con un conseguente possibile allungamento dei tempi di intervento.
Secondo fonti sindacali e operatori del settore, il provvedimento rischia di mettere ulteriormente sotto pressione i presidi ospedalieri maggiori, già impegnati in una gestione complessa della domanda sanitaria, e potrebbe compromettere la continuità assistenziale nelle ore notturne, in particolare nei periodi di maggiore afflusso turistico.
Le misure rientrano nel più ampio percorso di razionalizzazione della spesa sanitaria previsto a livello regionale, in risposta agli obiettivi di contenimento del disavanzo e al rispetto degli standard di efficienza imposti dai tavoli tecnici interministeriali. Tuttavia, la loro applicazione in territori già fragili sotto il profilo infrastrutturale e demografico pone interrogativi sulla sostenibilità sociale ed epidemiologica di tali scelte.
È tempo che la politica, le amministrazioni locali, i rappresentanti istituzionali e la società civile si uniscano per chiedereun’inversione di rotta. Non si può accettare passivamente la chiusura notturna di presidi sanitari essenziali. Non si può restare in silenzio davanti a scelte che mettono a rischio la vita delle persone.
I cittadini marsicani meritano rispetto, servizi adeguati e una sanità pubblica all’altezza dei bisogni del territorio.





