Un fulmine a ciel coperto scuote il tramonto del calcio avezzanese: alle 16 di ieri, a un’ora dalla scadenza dei termini per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D, l’Avezzano Calcio ha formalmente depositato la domanda d’iscrizione ma senza la documentazione necessaria. Ma è tutt’altro che un via libera definitivo: incompleta, senza garanzie reali e con più ombre che certezze. Un atto disperato, forse, o un estremo tentativo di guadagnare tempo.
Il club biancoverde, dopo settimane di silenzi assordanti e tensioni latenti, ha improvvisamente accelerato nel finale, cercando di rianimare una situazione che resta drammatica. Se da un lato questa mossa tiene accesa una fiammella di speranza, dall’altro prolunga quella che per molti è diventata un’agonia sportiva e gestionale.
Nelle ultime 48 ore, un nome noto alla piazza è riemerso con forza:Gianni Paris, ex presidente dell’Avezzano, ha preso in mano una delicata trattativa con misterPagliarini e i giocatoriper trovare un’intesa sulle spettanze. Un debito che supera i400.000 euro, con lo spogliatoio disposto ad accettare anche solo la metà per poter rilasciare le liberatorie.Ma al momento, un accordo non esiste.
Il silenzio della proprietà, capeggiata daAndrea Pecorelli,resta sconcertante. Da mesi non si hanno contatti diretti con la squadra, e ogni azione – anche quelle fondamentali come l’iscrizione – sembra arrivare all’ultimo secondo utile, senza trasparenza né confronto.
L’allenatore Mirko Pagliarini, che ha tenuto saldo il timone in una delle stagioni più tormentate della storia recente del club, ha confermato di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalla proprietà. L’iscrizione gli è stata riferita dal direttore sportivo Enzo Agliano. La richiesta è sempre la stessa: almeno il 40% alla firma delle liberatorie. È il minimo sindacale. Mentre i giocatori denunciano l’assenza totale di comunicazione con il patron Pecorelli e bollano come una barzelletta l’attuale situazione. Nessuna proposta ufficiale, solo promesse evanescenti e nessuna chiarezza. La proposta di Paris, su quanto e come offerto, non è minimamente da prendere in considerazione.
La palla ora passa agli organi federali, ma il tempo stringe. L’iscrizione c’è, ma il rischio di esclusione resta concreto se non verranno sanate le pendenze economiche e presentate le liberatorie mancanti, oltre alla fideiussione di 50mila euro. Intanto, la città assiste sgomenta a un tira e molla che ha ormai superato i limiti della decenza.
Il futuro dell’Avezzano Calcio è appeso a un filo. E quel filo, al momento, sembra sempre più sottile.





