Stessi voti, ma non stesso esito.Il Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo ha respinto il ricorso presentato daSergio Tedeschi,confermandoAlfredo Mascigrandenella posizione di primo dei non eletti nella lista “Noi Moderati” alle elezioni regionali del 10 marzo 2024. La decisione chiude, almeno per ora, una contesa interna al partito che aveva riacceso le polemiche post-elettorali.
Tedeschi aveva contestato l’esito delle operazioni elettorali, denunciando presunti errori nei verbali di sezione e nel conteggio delle preferenze. Sosteneva che tali irregolarità avrebbero inciso sul numero finale di voti a suo favore. A supporto della sua tesi, si era affidato agli avvocatiGianfranco Tedeschi– suo padre e attuale sindaco di Cerchio – ePierluigi D’Amore.
Il Tar, presieduto daGermana Panzironi, con il consigliereMario Gabriele Perpetuinie il primo referendarioRosanna Perilli, ha però disposto una verifica accurata, che ha portato al riconteggio dei voti attribuiti sia a Tedeschi che a Mascigrande. Il risultato?Parità assoluta: 2.559 preferenze a testa.
In casi del genere, la legge regionale non lascia spazio a dubbi:prevale chi è stato posizionato prima nella lista.Secondo l’articolo 17 della Legge regionale 9 del 2013, infatti, l’ordine di presentazione è il criterio decisivo in caso di parità. E Mascigrande era stato inserito al terzo posto nella lista “Noi Moderati”, contro il sesto di Tedeschi.
Di conseguenza, il ricorso è stato respinto.Le spese processuali sono state compensate tra le parti, ma le spese della verifica – pari a 3.000 euro – sono state poste a carico del ricorrente.
La vicenda si inserisce in un contesto elettorale teso, dove “Noi Moderati” è riuscita a eleggere un solo rappresentante in consiglio regionale:Marianna Scoccia,attuale vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo. Dietro di lei, Mascigrande e Tedeschi si contendono la posizione che potrebbe diventare decisiva in caso di una futura surroga.
Una battaglia giudiziaria che si chiude, ma che potrebbe riaprirsi in futuro se cambieranno gli equilibri in seno al Consiglio regionale. Nel frattempo, resta la conferma di un principio chiaro: a parità di voti, decide la posizione in lista.





