Non solo ostriche e champagne. All’Ater dell’Aquila, l’ente che gestisce l’edilizia residenziale pubblica, si apre un nuovo fronte destinato a far discutere: quello deirimborsi chilometrici.
Secondo la documentazione contabile emersa dagli uffici interni, il presidente Quintino Antidormi avrebbe presentatosette fatture elettroniche tra novembre 2024 e giugno 2025, per un totale di6.234 euro. Una cifra che, sommata all’indennità fissa di1.980 euro mensili, solleva più di un interrogativo sulla gestione delle risorse.
Le spese in dettaglio
Il sistema digitale di fatturazione non prevede l’allegato dei percorsi, ma soltanto i dati essenziali: questo lascia aperta la questione dellaverifica effettiva dei chilometri dichiarati.
Dai conteggi risultano:
Novembre–Dicembre 2024: 693 euro, più un saldo successivo da 377 euro.
Gennaio 2025: 479 euro + 269 euro di saldo.
Febbraio: 680 euro.
Marzo: 800 euro.
Aprile: 714 euro.
Maggio: 1.069 euro.
Giugno: 1.200 euro, la cifra più alta.
Applicando la tabellaACI 2025, che prevede un rimborso di0,7488 €/km, si arriva a un totale di circa8.300 chilometri percorsiin otto mesi.
Ma la domanda resta: i rimborsi riguardano solo trasferte istituzionali oppure anche gli spostamenti quotidiani dalla città di residenza all’Aquila? Nel secondo caso, infatti, la prassi sarebbe discutibile, perché il tragitto casa–ufficio non dovrebbe rientrare tra le spese rimborsabili.
La documentazione, intestata al settore Affari generali e del personale, sarebbe filtrata all’esterno da qualcuno all’interno dell’Ater. Non è la prima volta: già nel caso delpranzo romano ai Parioli— come riportato da MarsicaWeb, diventato un caso nazionale — Antidormi aveva parlato di una fuga di informazioni a fini politici. Va ricordato che il presidente è considerato vicino agli ambienti diFratelli d’Italia, dettaglio che aggiunge peso al dibattito politico attorno alla vicenda.
Lo stesso Alterio ha parlato apertamente di una brutta pagina per l’azienda e annunciato unaverifica internaper rafforzare i controlli.
L’obiettivo dichiarato: evitare che in futuro spese e rimborsi possano essereautorizzati senza un adeguato riscontro documentale.
Un impegno che appare oggi più urgente che mai, visto che i riflettori restano puntati sia sulla vicenda deichilometri rimborsati, sia su quella delpranzo romano.
Per un ente che gestisce case popolari, lacredibilità passa anche dalla trasparenza delle spese.





