SAN BENEDETTO DEI MARSI– Venti grammi di cocaina nascosti nell’auto. È questo il retroscena emerso dopo l’incidente di Borgo Ottomila, costato la vita aMohamed El Hadigui, 32 anni, di origini marocchine. Una scoperta che getta nuove ombre su una vicenda già segnata dalla tragedia, trasformando nell’immaginario collettivo l’immagine di un giovane migrante: da lavoratore instancabile nei campi del Fucino a spacciatore.
La storia di Mohamed è la stessa di tanti. Partito dal Marocco con grandi speranze, aveva raggiunto l’Italia convinto di trovare quell’immagine luminosa raccontata in tv. La realtà è stata ben diversa: precarietà, fatica e delusioni. A inizio marzo aveva ottenuto unpermesso di soggiorno stagionalee aveva cominciato a lavorare come bracciante, sveglia alle quattro del mattino e giornate intere piegato sulla terra. Lo faceva per sé, ma soprattutto per la madre rimasta vedova in Marocco, alla quale inviava i risparmi.
Il sogno, appena iniziato, si è spezzato venerdì sera, poco dopo le 18.30, sulla Sp 20 Marruviana. Secondo le prime ricostruzioni un sorpasso azzardato avrebbe provocato la carambola tra tre auto: laPeugeotguidata da Mohamed, unaFiat Puntoe un’Opel Zafira. La vettura di Mohamed è finita fuori strada, in un fossato. Per lui non c’è stato nulla da fare.
Nell’Opel viaggiava un giovane pakistano, ora ricoverato all’Aquila con 30 giorni di prognosi. Sulla Punto c’erano invece cinque ragazzi del San Benedetto Venere, la squadra di calcio dilettantistica locale: tutti feriti, ma non gravemente.
A emergere dopo i rilievi dei carabinieri è stato però un dettaglio che ha cambiato il volto della vicenda:venti grammi di cocainanascosti nell’auto di Mohamed. Un ritrovamento che lega la tragedia personale al dramma sociale del piccolo spaccio, trasformando la narrazione da quella di un “bravo ragazzo” a quella di un presunto spacciatore.
INCIDENTE MORTALE SULLA STRADA 20 TRA SAN BENEDETTO DEI MARSI E BORGO OTTOMILA





