Il Consiglio Comunale di Cerchio ha espresso una posizione unanime su una delle tragedie più gravi del nostro tempo: la guerra nella Striscia di Gaza.
Da quasi due anni, il mondo assiste impotente a una spirale di morte e distruzione che ha provocato decine di migliaia di vittime, la distruzione di interi quartieri e lo sfollamento forzato di circa due milioni di persone, pari a oltre il 90% della popolazione della Striscia. Una catastrofe umanitaria che ha cancellato diritti fondamentali e ridotto alla fame migliaia di bambini, come denunciato anche dal pontefice nel suo recente libro-intervista.
La nostra Costituzione è chiara: l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Ed è proprio in questo spirito che l’amministrazione comunale di Cerchio ha voluto ribadire la necessità di non restare indifferenti di fronte a sofferenze “orribili” e a una tragedia che non può essere derubricata a conflitto lontano.
«Non possiamo e non dobbiamo tacere» – questo il messaggio che emerge con forza dalla posizione condivisa dal sindaco Gianfranco Tedeschi. La guerra, in tutte le sue forme, è sempre una sconfitta: ma quella che colpisce la popolazione civile di Gaza rappresenta una ferita aperta per l’umanità intera, perché nega ogni principio di diritto, di dignità e di giustizia.
Davanti alla sede del Municipio di Cerchio è esposto un segno tangibile di questo impegno, a testimonianza della volontà della comunità di non restare in silenzio e di unirsi al grido che da più parti del mondo chiede la fine immediata delle violenze e l’avvio di un vero percorso di pace.



