Ad Avezzano il clima politico continua a scaldarsiin vista delle elezioni comunali previste per la primavera del 2026.La Lega torna al centro del dibattito dopo le dimissioni della coordinatrice marsicana Lorella Parisse, che hanno riportato l’attenzione sul partito guidato da Matteo Salvini.
Il commissario cittadino Andrea Longoha precisato che l’uscita di Parisse risale al 13 settembre, ben prima delle dichiarazioni pubbliche arrivate daLuigi D’Eramo e Vincenzo D’Incecco, figure di riferimento del Carroccio in Abruzzo,sul sostegno all’attuale sindaco Gianni Di Pangrazio. Secondo Longo, la scelta della Lega in questa fase è dettata dalla coerenza:il partito, infatti, fa parte della maggioranza con l’assessore alla Sicurezza Cinzia Basilico e con il consigliere comunale Antonio Del Boccio, ed è quindi naturale che l’appoggio ricada sull’attuale primo cittadino.
Il commissario cittadino non ha risparmiato critiche agli alleati del centrodestra, accusati di averescluso la Lega dalle decisioni riguardanti la candidatura di Alessio Cesareo. Longo ha ricordato come a luglio ci fosse stato un confronto tra i partiti della coalizione, senza che però seguisse alcun coinvolgimento concreto. La notizia della candidatura di Cesareo sarebbe stata appresa soltanto dai giornali, una scelta definita imposta e non condivisa.
La Lega,pur confermando la propria collocazione momentanea a sostegno di Di Pangrazio, non considera affatto la partita chiusa. Longo ha sottolineato che il partito resta compatto e che le decisioni saranno frutto di un percorso interno di discussione, senza imposizioni dall’esterno. Allo stesso tempo,ha puntato il dito contro Fratelli d’Italia e Forza Italia, accusandoli di non fare chiarezza sulle posizioni di alcuni loro esponenti che siedono oggi in maggioranza al fianco di Di Pangrazio.
Il messaggio che arriva da Avezzano è quindi duplice: da un lato la Lega rivendica unità e compattezza interna, dall’altro denuncia l’assenza di un reale dialogo con il resto della coalizione. La linea definitiva non è stata ancora tracciata e, con mesi di campagna elettorale ancora davanti, nulla sembra realmente scontato.





