Quasi un mese fa il Terminal Bus di Piazzale Kennedy è stato presentato come un fiore all’occhiello della mobilità cittadina. Cerimonia d’inaugurazione, proclami istituzionali, lodi per il “nuovo volto” della struttura. Ma i cancelli sono ancora chiusi e i pullman non possono entrare. La scena, oggi, è grottesca: un terminal ristrutturato e inutilizzabile.
Due anni di lavori e nessuna certezza. Il progetto è stato portato avanti da TUA, la società di trasporto regionale. Non dal Comune, che anzi, più volte ha dovuto sollecitare l’azienda perché i lavori – iniziati oltre due anni fa – sembravano non finire mai. Nonostante i continui rinvii, i cittadini avevano creduto che il taglio del nastro fosse finalmente il punto di svolta. Invece, nulla.
Gli interventi hanno previsto:
nuove banchine di sostae una viabilità interna più ordinata;
pensiline e spazi d’attesapiù funzionali;
illuminazione e videosorveglianza, per maggiore sicurezza;
aree comunirinnovati.
Un pacchetto di miglioramenti atteso da anni, finanziato con soldi pubblici, consegnato in ritardo e ancora oggi non operativo.
La responsabilità è chiara: il terminal è di competenza della TUA, che non è stata in grado né di rispettare i tempi, né di garantire che la struttura fosse realmente pronta dopo l’inaugurazione. Il Comune, pur non avendo competenze dirette, ha dovuto sollecitare più volte la società. Un paradosso che mette in luce tutte le fragilità di una gestione lenta, inefficiente e poco trasparente.
Il risultato? Disagi per i pendolari, caos per gli autobus che devono arrangiarsi in spazi provvisori, e una città che si trova a convivere con l’ennesima opera incompiuta. Invece di migliorare la mobilità, il Terminal di Piazzale Kennedy è diventato il simbolo dell’incapacità di un’azienda pubblica di gestire il bene comune.
Un terminal inaugurato ma non funzionante è l’emblema perfetto di una politica delle passerelle che preferisce le foto ai fatti. I cittadini, intanto, aspettano.





