PESCARA – Novità nella gestione dell’emergenza del 118 nella Asl di Pescara che si dota di nuovi e moderni mezzi e più personale.
“Abbiamo fatto grandi investimenti per migliorare la risposta dell’emergenza-urgenza del cittadino – ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio -. In questa ottica l’inaugurazione dell’elisoccorso all’ospedale di Pescara è una delle risposte alla migliorata capacità di risposta per abbattere i tempi delle urgenze perché ricordo che fino a qualche tempo fa l’elisoccorso atterrava all’aeroporto e poi bisognava trasportare in ambulanza mentre oggi si atterra all’ospedale”.
A questo si aggiungono nuovi mezzi e assunzione di nuovo personale specializzato nella emergenza urgenza e una distribuzione sul territorio condivisa con le organizzazioni di volontariato e poi l’introduzione del numero unico 112 che l’Abruzzo, prosegue Marsilio, “non aveva e che c’è da un anno e da quando è stato introdotto c’è stata una aumentata di velocità di risposta con la centrale unica e quindi un sistema che sta crescendo. Aggiungo che l’investimento è rilevante perché basti pensare che una sola ambulanza arriva a costare 50, 60 mila euro”.
“Lanciamo un segnale importante per quanto riguarda la rete emergenza-urgenza con l’azienda Asl di Pescara che vuole dare risposte immediate ai cittadini – ha detto l’assessore alla Salute Nicoletta Verì -. Con l’acquisto di queste ambulanze e auto mediche e con una nuova riorganizzazione della rete emergenza-urgenza riusciremo ad arrivare ai tempi stabiliti e dare soccorso ai codici rossi. Oggi possiamo dare risposte al 100% nei sessanta minuti e al 95% nei trenta minuti. Questo è un dato importante che si unisce poi alla facoltà e possibilità di aprire più postazioni del 118 sul territorio”.
Come ha spiegato il direttore generale della Asl di Pescara Vero Michitelli, l’azienda ha “investito moltissimo nella rete dell’emergenza 118 grazie ad un sistema integrato che prevede più personale e mezzi. Abbiamo le auto mediche con medico e infermiere a bordo che si occupano dei casi più gravi così come l’ambulanza con medico e infermiere sui mezzi, poi le ambulanze per casi meno gravi con l’infermiere a bordo e poi ci sono le ambulanze gestite dalle organizzazioni di volontariato che collaborano per la gestione delle emergenze. Ecco un sistema integrato che prevede maggiori risorse umane e di mezzi. Abbiamo aumentato del 30% gli infermieri sulle postazioni del 118, abbiamo acquistato 11 nuovi mezzi tra automediche e ambulanze e abbiamo investimenti di tecnologie nei mezzi perché le ambulanze sono dotate di strumentazioni nuovissime come strumenti di telemedicina, ecografi portatili defibrillatori multi parametrici, ventilatori meccanici e quindi mezzi in grado di far fronte alle emergenze nell’ambito della nostra Asl”.
Mentre a Pescara si inaugura una nuova stagione per il servizio di emergenza-urgenza, con l’arrivo di ambulanze di ultima generazione, un elisoccorso ospedaliero e personale potenziato, ad Avezzano la situazione del pronto soccorso resta invece critica, segno di un sistema sanitario regionale che continua a muoversi a due velocità.
Il contrasto è evidente. Da una parte la Asl di Pescara, citata con orgoglio dal presidente Marco Marsilio e dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, che rivendicano investimenti milionari, una risposta più rapida ai codici rossi e una rete d’emergenza moderna e capillare. Dall’altra, la realtà quotidiana del pronto soccorso di Avezzano, dove l’attesa per un ricovero o una semplice visita si trasforma spesso in una maratona di ore, e dove il personale sanitario, tra turni massacranti e carenza cronica di risorse, fatica a garantire standard minimi di assistenza.
In molti si chiedono se e quando anche Avezzano potrà beneficiare di investimenti analoghi, con una vera ristrutturazione del pronto soccorso, un potenziamento del personale e strumenti tecnologici adeguati. Perché mentre il sistema pescarese corre verso la modernità, quello marsicano rischia di restare impantanato in una gestione d’emergenza cronica, che non può più essere la normalità.
La sanità abruzzese, oggi, mostra il volto di due regioni nello stesso territorio: una che vola in elicottero, e un’altra che arranca tra barelle e attese infinite.



