Ad Avezzano la politica torna a muoversi con decisione. Da un lato l’UDC, che rilancia la propria azione sul territorio con un convegno partecipato e denso di contenuti, dall’altro il semi-centrodestra che si prepara a sciogliere gli ultimi nodi in vista della candidatura ufficiale dell’ex questore Alessio Cesareo, in un clima che ricorda, per molti osservatori, i tempi del “modello De Angelis”.
Grande partecipazione e forte entusiasmo al convegno promosso dal nuovo Comitato UDC della Città di Avezzano, dal titolo “Futuro Presente – Giovani, Famiglie e Comunità: costruire insieme progetti di vita”.
Un evento che ha riportato al centro del dibattito locale i valori della politica moderata e popolare, con un messaggio chiaro: ricostruire legami sociali, sostenere le famiglie, dare voce ai giovani.

A seguire, il coordinatore regionale UDC Enrico Di Giuseppeantonio ha richiamato il ruolo del partito come “forza di equilibrio e di costruzione, capace di parlare a chi cerca serietà e visione”.
Un intervento di grande spessore umano e politico è poi arrivato dalla senatrice Paola Binetti, che ha invitato a rimettere al centro del dibattito i temi della natalità e delle politiche per la famiglia:
“Investire nei legami familiari significa investire nel futuro stesso delle nostre comunità.”
Il momento clou dell’incontro è stato l’intervento dell’onorevole Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Unione di Centro, che ha ribadito con forza la vicinanza al territorio e la stima per l’attuale primo cittadino:
“Per noi il sindaco è Giovanni Di Pangrazio. La buona politica nasce dall’ascolto delle persone e dalla costruzione di progetti di vita reali.”
Cesa ha poi elogiato l’impostazione dell’evento, definendolo “un esempio di politica vera, fatta di contenuti e non di slogan”, annunciando l’intenzione di replicare il format anche in altre città italiane.
A coordinare i lavori, la consigliera comunale Federica Collalto, guida del nuovo direttivo cittadino UDC, che ha presentato le deleghe e la squadra: da Riccardo Silvagni per Sanità e Benessere, a Giovanni Mosca per Pari Opportunità e Famiglia, fino ad Aleandro Mariani, nominato coordinatore del direttivo e responsabile Cultura e Comunicazione.
Un partito che, in città, punta a costruire un polo centrista rinnovato e dialogante, capace di intercettare quella parte dell’elettorato moderato rimasto orfano di rappresentanza dopo anni di polarizzazione.
Sul fronte opposto, il semi-centrodestra sembra aver trovato la propria quadra. Dopo settimane di trattative, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati hanno raggiunto l’accordo intorno al nome di Alessio Cesareo, ex questore di Ascoli Piceno e Prato, nato a L’Aquiila e residente a Celano, figura dal profilo istituzionale.
L’ufficializzazione della candidatura, secondo fonti interne alla coalizione, potrebbe arrivare già la prossima settimana. L’ultimo scoglio è stato rappresentato proprio da Forza Italia, che per qualche giorno, tramite il segretario regionale Nazario Pagano, aveva preso tempo nella speranza di individuare un’alternativa. Tutto, però, si è ricomposto nella tarda serata di martedì, con la definitiva convergenza degli azzurri.
Restano però le tensioni interne: la corrente del consigliere comunale Mario Babbo, insieme a sette membri del direttivo cittadino, continua a mostrare freddezza verso Cesareo. Resta da capire se decideranno di rientrare nella coalizione o se preferiranno una corsa autonoma.
Una situazione che molti, in città, leggono come un déjà vu: la figura di Cesareo, forte di un curriculum amministrativo e di un profilo “di ordine”, viene accostata da più parti al modello De Angelis, il sindaco che in passato aveva segnato il ritorno del centrodestra al governo cittadino con uno stile decisionista e personalista. E sappiamo tutti come è andata a finire.
Due visioni opposte per la città: da un lato, dunque, la proposta centrista e comunitaria dell’UDC di Cesa e Collalto, che punta sulla coesione sociale e sul dialogo con l’amministrazione Di Pangrazio.
Dall’altro, un semi-centrodestra pronto a ricompattarsi attorno a un candidato che promette di riportare ad Avezzano un modello amministrativo “di ordine e risultati”. È proprio sui risultati che il sindaco uscente Gianni Di Pangrazio punta: 5 anni di lavori e di programmi per un’Avezzano che a detta di molti sta cambiando volto, migliorando giorno per giorno.
Le amministrative della prossima primavera si preannunciano così come uno dei banchi di prova più interessanti per la politica abruzzese: tra la spinta al rinnovamento moderato e il ritorno di un centrodestra dal profilo cupo, Avezzano si prepara a scegliere quale futuro costruire — e con chi.



