Si è spenta a 91 anni Ornella Vanoni, una delle voci più iconiche, sofisticate e inconfondibili della musica italiana. Con lei se ne va non solo un’artista immensa, ma un pezzo di Milano, la città che l’ha vista nascere il 22 settembre 1934 e che è sempre rimasta parte integrante della sua identità.
Nata in una famiglia benestante, Ornella incarna fin da giovane una milanesità autentica, elegante e un po’ ribelle, che non l’ha mai abbandonata. Chiunque frequentasse Brera poteva imbattersi in lei: passi lenti, sguardo vivace, un’eleganza naturale che non aveva bisogno di essere ostentata.
Nel 1953 si iscrive all’Accademia d’arte drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler. È lì che nasce la sua formazione artistica, un connubio fra recitazione e musica che avrebbe poi definito tutta la sua carriera. Il teatro le apre le porte del successo: Ornella non è solo una giovane attrice promettente, ma anche un’interprete musicale dalla voce unica, vellutata, capace di raccontare emozioni con un’intensità che pochi avrebbero saputo eguagliare.
Il suo rapporto con Giorgio Strehler, maestro e mentore, è stato intenso e complesso. Lui, il grande regista, la volle al suo fianco sul palco e nella vita, innamorandosi perdutamente di lei. Ornella, bella, altera, elegante e affascinante, lo seguì nella passione e nell’erotismo, ma scelse di non seguirlo sulla strada delle dipendenze. Un atto di forza e lucidità che la portò a lasciarlo, pur continuando a riconoscere l’importanza che quell’amore aveva avuto nella sua evoluzione artistica.
Ornella Vanoni è stata molto più di una cantante: una presenza scenica ineguagliabile, una donna dalla personalità forte e raffinata, un’artista che non ha mai perso stile, sensualità ed eleganza, nemmeno con il passare degli anni. Anzi, negli ultimi tempi era diventata ancora più amata.
La sua schiettezza irresistibile, la capacità di ridere di sé, l’ironia tagliente ma mai cattiva le avevano restituito una nuova ondata di popolarità. Solo lo scorso anno si era esibita nelle splendide Terme di Caracalla con un concerto magico, e nuovi appuntamenti erano già in programma.
Fabio Fazio l’aveva voluta come ospite fissa a Che tempo che fa, la domenica sera sul Nove. Acclamatissima, Ornella parlava a ruota libera, senza timori, senza filtri, con quella libertà che si conquista solo con l’esperienza e con una vita vissuta pienamente.
Non aveva paura della morte, diceva. Solo della sofferenza. E come sempre, riusciva a scherzarci su, con quella leggerezza intelligente che l’ha accompagnata fino alla fine.
Con la morte di Ornella Vanoni si chiude un capitolo luminoso della musica e della cultura italiana. Rimarranno le sue canzoni, la sua voce, la sua ironia. E quell’immagine indelebile di una donna vera, libera, elegantissima.



