Negli ultimi mesi, il destino dei presidi sanitari di Pescina e Tagliacozzo è tornato al centro del dibattito pubblico. Non troppo tempo fa, si parlava apertamente di ridimensionamenti — se non di una chiusura notturna —, mentre oggi, con l’avvicinarsi della campagna elettorale, emergono annunci di futuri investimenti e rilancio per i due poli sanitari.
All’inizio del 2025, l’ipotesi di chiusura notturna dei Punti di Primo Intervento (PPI) di Pescina e Tagliacozzo ha acceso forti tensioni. Secondo la delibera ASL 1 n. 1452, era prevista “l’interruzione del turno notturno medico PPI Pescina e Tagliacozzo”, insieme a una riduzione delle attività aggiuntive e degli straordinari. ne delle amministrazioni locali: il vice sindaco di Pescina, Luigi Soricone, ha dichiarato che bisogna “pretendere più risorse, non impoverire i presidi”.
Sul fronte politico, è intervenuto anche Massimo Verrecchia, che ha ribadito una “volontà politica chiara”: “i due pronto soccorso di Pescina e Tagliacozzo non si toccano”, ha dichiarato durante una visita ispettiva, assicurando che i presidi “resteranno aperti h24”.
Al tempo, quindi, nonostante le misure di contenimento dei costi, surgono forti paure da parte della popolazione e degli amministratori locali: era concreto il rischio che l’assenza di medici di notte potesse significare una chiusura di fatto delle strutture, almeno per alcune fasce orarie.
Di recente, il Direttore Generale della ASL 1, Paolo Costanzi, e il Direttore Sanitario Carmine Viola hanno visitato i presidi di Pescina e Tagliacozzo, accompagnati da tecnici e istituzioni locali. Durante gli incontri, sono state raccolte osservazioni, criticità e idee direttamente da operatori, cittadini e amministratori: un segnale di ascolto attivo.
Anche Verrecchia è al centro di questi nuovi sviluppi, insieme alla Regione, confermando progetti di investimento per entrambi i presidi: circa 3 milioni di euro per ciascun nuovo Ospedale di Comunità. A Pescina, le novità previste includono un potenziamento delle ore di servizio, la presenza fissa di un fisiatra, visite cardiologiche più ampie e l’obiettivo di creare un polo d’eccellenza per la lungodegenza. A Tagliacozzo, il progetto prevede 52 posti letto dedicati alla riabilitazione fisica e cardiologica, rafforzando il ruolo strategico del presidio per tutta la Marsica.
Il cambio di rotta è evidente: da timori concreti di chiusura, si passa ad annunci di risorse e sviluppo. Non è un caso che queste dichiarazioni arrivino in un momento in cui la contesa politica è particolarmente accesa. Per molti osservatori, il rilancio dei presidi sanitari avviene proprio in vista della campagna elettorale, con l’obiettivo di rassicurare gli elettori marsicani.
È lecito chiedersi quanto di questo nuovo ottimismo sia frutto di reali piani operativi — già concreti, come il finanziamento degli Ospedali di Comunità — e quanto invece risponda a una strategia politica. Il rischio è che si torni a parlare di promesse non mantenute, se non ci saranno verifiche rigorose sui tempi di attuazione.
Per la Marsica, la sanità è un tema vitale: Pescina e Tagliacozzo non sono solo presidi locali, ma punti di riferimento per una popolazione che vive in un territorio interno, con difficoltà di collegamento e un forte bisogno di servizi sanitari accessibili. Il possibile potenziamento dei due presidi rappresenta un’opportunità concreta di sviluppo sociale.
Ma per trasformare le promesse in realtà servono azioni, non solo parole. Occorre che il dialogo tra istituzioni, ASL e comunità continui, e che le risorse stanziate non restino solo nei titoli dei comunicati stampa.



