Quella che doveva essere una proposta di legge dal carattere bipartisan — 20mila euro per sostenere il Premio di letteratura “Benedetto Croce” di Pescasseroli — si è trasformata nell’ennesimo terreno di scontro in Consiglio regionale. Il provvedimento, firmato da Pierpaolo Pietrucci (Pd) e Maria Assunta Rossi (Fratelli d’Italia), era nato come un segnale di collaborazione tra i due schieramenti. Ma la seduta del 25 novembre ha preso tutt’altra piega.
A far deflagrare la discussione è la comparsa di una serie di “emendamenti urgenti”, giudicati dall’opposizione un contenitore di interventi eterogenei. «Hanno infilato un pacchetto di misure sfruttando la formula delle ulteriori disposizioni», ha denunciato il capogruppo dem Silvio Paolucci, parlando di “ennesima legge omnibus” e annunciando il voto contrario del suo gruppo. Un déjà-vu, secondo il Pd: nelle ultime due riunioni, la maggioranza di centrodestra aveva già dato il via libera a due mini–manovre da 8,5 e 20 milioni di euro, suscitando proteste simili.
Sulla stessa linea anche il presidente della Commissione Vigilanza, Sandro Mariani (Pd), che ha parlato di un metodo ormai ricorrente.
Gli emendamenti che accendono la discussione, la lista degli interventi aggiunti in corsa è lunga:
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800mila euro alla Fira, la finanziaria regionale, per “attività aggiuntive”;
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200mila euro all’Arecom, l’agenzia regionale degli appalti, come reintegro dei fondi necessari al funzionamento;
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70mila euro per le iniziative legate a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026;
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64.384,51 euro per assicurare la presenza di uno stand regionale al Salone del Libro di Torino 2026, con l’obiettivo di rafforzare il marchio Abruzzo nell’editoria;
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100mila euro destinati alle associazioni per manifestazioni culturali;
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30mila euro per iniziative di promozione dell’immagine dell’Abruzzo in Italia e all’estero, con ricadute anche in ambito scolastico e universitario.
Tra gli emendamenti figurava anche un finanziamento da 1,35 milioni per il Centro smistamento merci della Marsica, poi escluso dalla discussione finale.
Nonostante la legge riguardasse un’iniziativa culturale di valore riconosciuto, il clima di confronto si è rapidamente deteriorato. «Il Premio Croce è ormai un punto di riferimento nazionale, capace di coinvolgere istituzioni, studiosi ed esponenti del mondo editoriale e accademico», ha ricordato Pietrucci, esprimendo però rammarico per l’inserimento dei nuovi emendamenti: «Avremmo voluto mantenere il testo pulito».
Contrariato Silvio Paolucci, «è la solita omnibus: respingiamo al mittente questo modo di fare. Mentre la sanità abruzzese affonda per colpa dei debiti e dei tagli operati dalla Giunta Marsilio, la stessa Giunta continua la sua politica fatta di omnibus e di priorità sballate. Usano il Premio Benedetto Croce per fare l’ennesima omnibus.»
Di diverso tenore il commento del presidente della Regione, Marco Marsilio (Fratelli d’Italia), che ha definito Benedetto Croce «una figura centrale del pensiero italiano, troppo spesso trascurata», sostenendo che il contributo regionale sia «un atto dovuto».
Alla fine la proposta di legge è stata approvata dalla maggioranza, con il sostegno di Pietrucci e del collega dem Antonio Di Marco, oltre a quello di Alessio Monaco (Avs). Si sono opposti i consiglieri del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini.
Prima della bagarre sul Premio Croce, l’Aula aveva invece raggiunto l’unanimità su tre provvedimenti: l’aggiornamento della normativa sui servizi dedicati a minori, donne, coppie e famiglie; la legge per la tutela e valorizzazione dell’area archeologica dei Cunicoli di Claudio a Capistrello; e il riconoscimento ufficiale della tradizionale Corsa degli zingari di Pacentro.



