L’AQUILA – A cinque giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste in vista delle elezioni provinciali del 21 dicembre, il centrosinistra resta impantanato nelle proprie incertezze. Il Partito democratico non ha ancora individuato un percorso chiaro per affrontare il centrodestra, che invece si presenta granitico e deciso a sostenere, per la terza volta consecutiva, la candidatura di Angelo Caruso. Una scelta che conferma la volontà della coalizione di non aprire alcuna discussione su nomi alternativi, blindando di fatto il percorso dell’uscente.
Fino a pochi giorni fa sembrava possibile una lista unitaria tra il Pd e l’area civica guidata dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio. Il nome individuato come possibile candidato presidente era quello del sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, protagonista della rinascita culturale del suo comune e forte di un risultato regionale rilevante nel 2024. Tuttavia, il suo improvviso rifiuto ha fatto crollare l’ipotesi di un progetto condiviso, lasciando il centrosinistra e civici privo di una guida in grado di compattare le varie anime interne.
A complicare ulteriormente il quadro si è aggiunto il conflitto tra il Pd e la civica Il Passo Possibile, guidata dall’ex consigliere regionale Americo Di Benedetto, che avrebbe voluto candidare a presidente Fabio Camilli, sindaco di Acciano ed ex consigliere provinciale.
Intanto, il centrodestra consolida il proprio vantaggio grazie al meccanismo del voto ponderato previsto dalla legge Delrio: a votare saranno solo sindaci e consiglieri comunali, circa 1.200 in tutta la provincia, con un peso maggiore attribuito ai voti dei comuni più popolosi. Qui il centrodestra domina incontrastato: L’Aquila, Sulmona, Celano, Carsoli, Pratola Peligna e Castel di Sangro rappresentano infatti i centri che valgono di più nella distribuzione dei punteggi.
Ed è in questo scenario che emerge l’unica vera forza politica di contrapposizione: la componente civica guidata da Gianni Di Pangrazio, l’unico ad aver provato a costruire un’alternativa concreta. Il sindaco di Avezzano puntava a riportare la presidenza della Provincia nella Marsica, territorio che da anni non esprime la guida dell’ente e che, ancora una volta, si ritrova relegato in secondo piano. Un arretramento che pesa non solo per le scelte del centrodestra, ma anche per le indecisioni dei sindaci della stessa conca, incapaci di fare fronte comune per riequilibrare i rapporti territoriali all’interno della provincia.
Con un centrosinistra fragile e diviso e un centrodestra compatto attorno a Caruso, l’ennesima occasione per ridare centralità alla Marsica sembra destinata a sfumare. E la scelta finale, come sempre, sarà nelle mani dei primi cittadini e dei consiglieri comunali, chiamati a determinare gli equilibri politici di un ente ormai relegato a funzioni ridotte, ma ancora cruciale nei rapporti di forza tra i territori.



