diCLAUDIO TORRES
Tra i vari ricordi dell’infanzia, quello che è rimasto scolpito nella mia mente è legato alla festa dell’Epifania del 1961. Il 6 gennaio, sotto l’albero di Natale, i miei genitori mi fecero trovare un costume da cowboy acquistato a Cinecittà. Zio Elio, il fratello di mio padre, aveva completato il costume donandomi due pistole giocattolo Colt 45, una cintura di cuoio con due fondine, acquistate nella colombiana Cartagena. Si era trovato lì per le riprese di un film e, al suo ritorno, proprio come Babbo Natale estrae i regali dal sacco, dalla sua valigia spuntarono fuori quei meravigliosi regali. Il costume da cowboy, con il cinturone e le due pistole così belle e originali, completava a meraviglia il mio travestimento. La felicità di essere un pistolero mi esaltava a tal punto da farmi sentire un leggendario eroe del West, nel momento in cui sparavo e colpivo con i proiettili di gomma i miei compagni di gioco.
Terminati i dodici colpi, un bambino proveniente da una famiglia meno agiata, mi chiese: “Claudio, a casa tua c’è un camino per caso?”
“Sì, perché me lo chiedi?”, gli risposi.
In quel momento il bambino si toccò la fronte con la mano destra dicendo: “Ho capito! Dev’essere per questo che hai ricevuto così tanti regali. A casa mia c’è la stufa e la Befana non poteva passare dal tubo perché è troppo stretto! Mannaggia il tubo!”.
Queste parole, così innocenti e spontanee, convinsero il mio cuore di bambino che non poteva essere altrimenti. Sarebbe mai stato possibile attraversare uno spazio così stretto portando con sé un carico di gioia così grande? In quel momento anch’io fui certo che fosse realmente andata così.
“Hai ragione”, risposi, mentre i miei occhi diventavano lucidi al pensiero della sfortuna, amara e ingiusta, che aveva impedito al mio amico di provare la mia stessa felicità. Pensai allora che la divina provvidenza era stata tanto generosa con me quanto avara con lui. A quel punto, mosso dal desiderio di dipingere un sorriso sul suo volto, decisi di prestargli il mio costume da cowboy, cosicché potesse indossarlo per la festa di Carnevale.
Qualche giorno più tardi, nelle mani del mio amico, le mie due Colt brillavano proprio come i suoi occhi, pieni di gioia. Conservo ancora, insieme al costume da Arlecchino che alla fine indossai per quella festa, il ricordo di quei momenti di spensieratezza e della gioia che ho provato nel regalare ad un amico un momento felice.