C’è una fotografia, scattata senza flash e senza proclami, che più di mille comunicati racconta il clima politico che si respira ad Avezzano. Non è quella del candidato al microfono, né delle bandiere sullo sfondo. È l’immagine della platea. Perché, a ben guardare, tra i presenti alla presentazione di Roberto Verdecchia, candidato del centrosinistra “senza PD”, si muovevano figure che con la sinistra, almeno ufficialmente, hanno sempre avuto poco a che fare.
La presentazione doveva essere un passaggio ordinario: lessico progressista, parole chiave come “svolta” e “futuro”, una partecipazione contenuta ma dignitosa. Nulla di clamoroso. Il clamoroso, semmai, era seduto tra il pubblico. Volti noti dell’area che gravita attorno a Massimo Verrecchia, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, lo stesso che ha indicato con decisione Alessio Cesareo come candidato sindaco dell’area di destra.
Tra questi, la presenza di Claudio Tonelli, uomo riconosciuto come vicino allo stesso Verrecchia e tra i più attivi nel portare in giro Cesareo, non ha lasciato spazio a grandi interpretazioni. Anzi, ha finito per alimentare più di un sospetto. Secondo insistenti voci in città, infatti, proprio Tonelli mostrerebbe — non solo sui social — una simpatia piuttosto evidente per Italia Viva. Non solo: a margine dell’incontro, Tonelli si sarebbe spinto oltre, invitando apertamente alcuni partecipanti alla conferenza a trovare candidati per il candidato sindaco di sinistra, come se provenissero da tutt’altra area politica. Un intervento giudicato da diversi presenti fuori luogo e, soprattutto, irritante. Un invito percepito non come un’apertura, ma come una forzatura, quasi una normalizzazione dell’idea che le appartenenze contino ormai meno di zero.
Mondi alternativi, almeno sulla carta. Eppure, sorprendentemente, riuniti nello stesso spazio politico, nello stesso momento, con un’attenzione tutt’altro che casuale. Ma più che una strategia raffinata, l’operazione rischia di assomigliare a un “facite ammuina” — espressione della lingua napoletana che significa “fate confusione” — in versione marsicana: molto movimento, ma poca direzione. Proprio come le disposizioni impartite ai marinai in occasione della visita del re, quando il comandante ordinava a chi stava a prua di andare a poppa, a chi era a destra di spostarsi a sinistra e a chi stava sopra di scendere sotto coperta, con l’unico obiettivo di creare agitazione e movimento fine a sé stesso, senza alcuna reale organizzazione.
Un dettaglio che diventa indizio quando lo stesso Verrecchia, in un comunicato ufficiale, ha salutato con toni entusiastici la candidatura dell’avvocato quasi omonimo Roberto. Un plauso che sa di incoraggiamento e che ha il sapore di un’inedita convergenza con Italia Viva, suggellando un asse tanto informale quanto politicamente rumoroso.



