L’AQUILA – “Io mangio a scuola” è il nome del nuovo progetto presentato in questi giorni, voluto e supportato dalla Regione Abruzzo per riscrivere il paradigma della ristorazione scolastica regionale, in sinergia con l’Accademia Niko Romito, le Aziende sanitarie locali (Asl) della regione e il Comitato regionale delle Università Abruzzesi (Ccrua).
Un progetto nato grazie alla Legge regionale 26 novembre 2021, n. 22, che ha stabilito un quadro normativo per il miglioramento della ristorazione collettiva e scolastica in Abruzzo e ha definito le priorità strategiche per la ristorazione, con un focus su sostenibilità, qualità alimentare e innovazione nelle tecniche di preparazione e distribuzione dei pasti.
Tre i cardini fondamentali in cui si è articolato il progetto: la ricerca gastronomica condotta dall’Accademia Niko Romito, per applicare tecniche innovative a supporto delle linee guida Asl; la ricerca scientifica grazie alla collaborazione con le università del Ccrua e infine la formazione, con l’erogazione di borse di studio e agevolazioni per l’accesso all’Accademia Niko Romito riservate ai giovani residenti in Abruzzo.
Alla presentazione del progetto erano presenti tutte le autorità, dal presidente Marsilio allo chef in persona Niko Romito, il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, l’assessore dell’Aquila Manuela Tursini, il presidente della provincia Angelo Caruso, il docente dell’Università di Teramo, Dipartimento di Bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali, Mauro Serafini, e poi ancora Marco Giorgio Baroni, dell’Università dell’Aquila, Dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente, Ester Vitaconna, dell’Università Chieti-Pescara, Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento e Genetica Molecolare Cast, e Paolo Costanzi, direttore generale della Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
La notizia è stata accolta sui social abbastanza positivamente, tranne dallo chef marsicano Mario Iacomini, il Cuoco Custode, protagonista anche recentemente nel progetto Marsicaland, promosso da vari enti istituzionali a partire dal Comune di Avezzano alla stessa Regione Abruzzo, al ministero dell’Agricoltura.
Scrive Iacomini sul suo profilo rivolgendosi ad una delle testate che ha riportato la notizia: “Se la cucina italiana è stata riconosciuta dall’UNESCO bene immateriale, e per questo da tutelare e da trasmettere alle nuove generazioni, come ragionate quello che sta facendo con il progetto #Iomangioascuola lo Chef? Sempre nell’ottica di una prospettiva plurale, posso allora lanciare un altro motto?”
E qui le interessanti proposte dello chef “#iomangioacasadinonna Oppure: #ScuolaCustode #iomangiomemorie”. Anche per spiegare il suo commento, è lo stesso chef marsicano a scrivere: “Come ho già articolato, nel 2011 ho elaborato ed attuato un piano di sperimentazione sulle nuove visioni dell’educazione alimentare finanziato dal MIUR e realizzato nella relazione strutturata con diverse Università. I risultati conseguiti disegnano una prospettiva che muove in direzione contraria a quella ragionata dallo Chef abruzzese e dalle Istituzioni che hanno accolto la proposta dello stesso Chef. Ritenevo e ritengo che la Scuola debba tornare ad essere un luogo in cui si insegna a mangiare “Piacevole Sano Sostenibile e Biodiverso”, cioè un luogo in cui lavorare a trasmettere i Saperi alimentari della nostra storia… Un luogo in ultimo in cui stabilire delle relazioni territoriali, per l’approvvigionamento delle produzioni e la trasformazione, culturali, quotidiane e prossime: freschezza, salubrità, ragioni… Con ciò permettendo anche la produzione di economie il più possibile diffuse, in questo modo permettendo possibilità per i territori medesimi”



