“La vicenda della LFoundry di Avezzano sta assumendo contorni sempre più allarmanti. Le ultime notizie sulla crisi dei livelli occupazionali e, in particolare, la più recente emergenza che coinvolge i carrellisti confermano quanto i sindacati denunciano da tempo e a più voci: il flusso di lavoro sta diminuendo in maniera inesorabile, esattamente come era stato previsto e come più volte discusso ai tavoli ministeriali.
Intorno alla crisi della L Foundry si sta consumando una gravissima omissione della politica. Da un lato quella regionale, che si era assunta l’impegno di attivare concreti percorsi di reskilling e di sostenere il percorso che aveva portato all’accordo per superare il licenziamento dei lavoratori interinali. Dall’altro quella del Governo nazionale che, pur avendo convocato più volte il tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ne è uscito ogni volta senza ottenere nulla dal vertice aziendale: né un piano industriale credibile né un impegno vero e concreto sulle prospettive produttive e occupazionali del sito.
Ci stiamo avvicinando rapidamente a un punto di non ritorno, mentre chi governa la Regione e il Paese, a partire dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, osserva inerte una discesa che appare ogni giorno più repentina.
È il momento di fermarsi e riflettere seriamente su ciò che si può fare subito per evitare che questo piano inclinato diventi irreversibilmente ripido.
Facciamolo insieme, in modo unitario, perché la difesa delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere appannaggio di una sola parte politica. Facciamolo al fianco del sindacato, che in questa fase rappresenta un presidio fondamentale di responsabilità e al fianco degli amministratori locali: a questo proposito ho sentito il Sindaco di Avezzano per ribadire la mia totale messa a disposizione.
Stesse preoccupazioni anche per quanto accade in altre realtà industriali strategiche del territorio, come Micron, dove proprio in queste ore si registra una recrudescenza della crisi aziendale.
Le vicende della LFoundry e di Micron dimostrano chiaramente che questo Governo non ha un’idea di politica industriale, né una strategia su come accompagnare le imprese in un quadro internazionale sempre più complesso e competitivo, soprattutto quando si parla di settori strategici come l’innovazione e i semiconduttori.
La stessa considerazione vale per la Regione, dalla quale emerge una preoccupante debolezza e una evidente incapacità di incidere realmente sui processi in atto.
Gli esponenti regionali del territorio si perdono quotidianamente in polemiche inutili e strumentali, invece di concentrare attenzione, responsabilità ed energie su una vertenza che riguarda centinaia di posti di lavoro e che rischia di far piombare la Marsica in una crisi economica e sociale irreversibile.
Questo dovrebbe essere l’assillo di tutti noi che, pro tempore, rappresentiamo le istituzioni. Purtroppo devo constatare che il livello di consapevolezza su quanto sta accadendo è ancora drammaticamente insufficiente. Non possiamo permetterci di arrivare tardi anche questa volta”



