La candidatura alle elezioni comunali non è mai un gioco da ragazzi. È un impegno serio, totalizzante, una competizione che – raccontano quelli che l’hanno già attraversata – è tra le più impegnative in assoluto. Eppure Simone Aniballi, 18 anni appena compiuti, ha le idee chiare. Su cosa fare, ma soprattutto su con chi stare.
La sua scelta politica va nella direzione di Gianni Di Pangrazio. Una scelta motivata, raccontata con parole semplici ma nette. «L’ho visto in prima linea – spiega – nell’affrontare le criticità, mentre altri si limitavano a parlare. E allo stesso tempo capace di cogliere opportunità importanti per la città, a partire dai lavori pubblici». Non solo amministrazione, però. C’è una visione più ampia che convince il più giovane dei candidati: quella di una città che non dimentica i giovani.
Studente dell’istituto Serpieri, Aniballi parla di Avezzano con lo sguardo di chi la vive ogni giorno. «Amo la tranquillità di questa città. La vedo ricca di verde, di storia, ed è una città bella». Parole che restituiscono un legame autentico, non retorico, con il territorio.
Proviene da una scuola che definisce «molto attiva, piena di progetti e iniziative». Ed è proprio questo il modello che immagina anche per Avezzano: una comunità dinamica, concreta, capace di trasformare le idee in azioni. «Mi auguro di poter fare qualcosa di concreto e utile soprattutto per la mia comunità di San Pelino – dice – perché c’è troppa gente che commenta e poca che fa».
Da qui l’appello diretto ai coetanei, senza filtri: «Facciamoci avanti. Avezzano ha bisogno soprattutto di noi». Una partecipazione che, nelle sue intenzioni, deve tradursi anche in una città più vivibile e attrattiva, come dimostrano interventi di rigenerazione urbana già avviati, a partire dal restyling di piazza Matteotti.
Ambizione e voglia di mettersi in gioco, ma anche consapevolezza dei propri passi.
Aniballi rivendica l’umiltà di chi vuole fare esperienza, imparare, crescere. Il primo richiamo alla politica è arrivato grazie al progetto “Parlamentare europeo per un giorno”, che lo ha portato a Roma a simulare il lavoro istituzionale: scrivere una legge, affrontare una situazione emergenziale, comprendere il peso delle decisioni.
Non un gioco, appunto. Ma l’inizio di un percorso che parte presto, con lo sguardo rivolto avanti.
Coalizione Di Pangrazio Sindaco 2026



