Un primo intervento formale è stato adottato nei confronti di un’insegnante in servizio presso la scuola primaria “Agostino Persia” di Avezzano, finita nelle ultime settimane al centro di un acceso caso che ha coinvolto famiglie e personale scolastico e che riportammo in anteprima in questo articolo.
La vicenda, emersa pubblicamente dopo una lettera firmata da un gruppo di genitori, ha innescato una protesta culminata con due giorni di assenza collettiva da parte degli alunni.
Secondo quanto trapela dall’ambiente scolastico, la docente sarebbe stata temporaneamente sollevata dall’attività didattica. La durata del provvedimento non è stata resa nota. Dalla dirigenza, al momento, nessuna dichiarazione ufficiale: prevale la linea della riservatezza.
Il caso sarebbe approdato sulla scrivania della dirigente scolastica a seguito delle relazioni presentate da altri membri del corpo insegnante, che avrebbero evidenziato una situazione di forte attrito professionale. Le tensioni, a quanto riferito, si sarebbero manifestate anche durante l’orario delle lezioni, davanti agli studenti, generando episodi di nervosismo percepiti come destabilizzanti.
Alcuni bambini, sempre secondo le ricostruzioni, avrebbero espresso alle famiglie disagio e preoccupazione, raccontando di sentirsi a disagio in classe.
Nella comunicazione inviata agli organi di stampa, i genitori hanno descritto un contesto definito «di paura e malessere», sostenendo che i figli avrebbero iniziato a mostrare segnali di insofferenza anche a casa. Da qui la richiesta di un intervento deciso da parte dell’istituzione scolastica.
«La nostra pazienza è finita – si legge nel documento –. Chiediamo un provvedimento immediato che ristabilisca condizioni di serenità all’interno del plesso. Servono risposte chiare e azioni tempestive». Le famiglie hanno inoltre ventilato l’ipotesi di una forma di protesta prolungata, annunciando la possibilità di non far rientrare i bambini in aula qualora non fossero state adottate misure concrete.
Il momento più critico si è registrato il 12 e 13 febbraio, quando almeno quattro classi non hanno preso parte alle lezioni. Un’astensione che ha acceso ulteriormente i riflettori sulla vicenda e che avrebbe accelerato l’adozione del primo provvedimento nei confronti dell’insegnante, assente dall’istituto da circa una settimana.
La questione è stata inoltre trasmessa all’Ufficio scolastico regionale, cui la dirigenza avrebbe inoltrato una dettagliata relazione sulle criticità emerse.
Resta ora da chiarire quale sarà l’esito definitivo della procedura avviata. Le famiglie attendono un quadro ufficiale che metta fine a una situazione esplosa tra i banchi e rapidamente degenerata in un caso pubblico.
Nel frattempo, la comunità scolastica resta in una fase di sospensione, con l’auspicio condiviso che il dialogo tra istituzioni e genitori possa riportare stabilità e fiducia all’interno dell’istituto.
AVEZZANO, ALLA SCUOLA “AGOSTINO PERSIA”: GENITORI IN RIVOLTA CONTRO UNA DOCENTE



