È massima allerta in tutto l’Abruzzo dopo l’evasione di Roberto Brunello, 30enne di origini brasiliane, fuggito dal carcere di San Nicola ad Avezzano. Le ricerche, inizialmente concentrate nell’area marsicana, si stanno rapidamente estendendo anche verso la costa adriatica, dove si sospetta che il detenuto possa essersi diretto per far perdere le proprie tracce.
Secondo le prime ricostruzioni, Brunello sarebbe stato ripreso dalle telecamere della stazione ferroviaria, elemento che rafforza l’ipotesi di uno spostamento tramite treno lungo la dorsale adriatica. Proprio per questo motivo, le forze dell’ordine stanno intensificando i controlli non solo nell’entroterra, ma anche nelle province costiere.
Chi è il fuggitivo
Roberto Brunello era stato trasferito da pochi giorni da un istituto penitenziario di Roma e stava scontando una pena per rapina e violazione degli arresti domiciliari, con fine pena prevista nel 2027.
Le autorità precisano che:
- Non è considerato un soggetto particolarmente pericoloso, ma la situazione resta sotto stretta osservazione.
- L’evasione è avvenuta in circostanze ancora da chiarire.
- L’identikit è stato diffuso a tutte le forze dell’ordine, comprese quelle attive nelle province di Pescara e Chieti.
Ricerche estese e controlli rafforzati
Il piano di ricerca è stato immediatamente attivato su larga scala. Posti di blocco sono stati istituiti lungo le principali arterie stradali, mentre è in corso un monitoraggio continuo degli snodi ferroviari e dei terminal degli autobus.
La possibilità che Brunello abbia sfruttato i collegamenti ferroviari per raggiungere la costa adriatica ha spinto le autorità a rafforzare la vigilanza nelle zone turistiche e nei principali punti di transito.
Nel frattempo, la notizia si sta diffondendo rapidamente anche sui social network e nelle chat locali, alimentando l’attenzione e la preoccupazione dei cittadini.
L’appello alla cittadinanza
Le autorità, insieme alla nostra redazione, invitano alla massima collaborazione da parte della popolazione. In particolare:
- Segnalare immediatamente eventuali avvistamenti o comportamenti sospetti ai numeri di emergenza 112 o 113.
- Evitare qualsiasi iniziativa autonoma che possa mettere a rischio la propria sicurezza o intralciare le operazioni in corso.
Sicurezza carceraria sotto accusa
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza degli istituti penitenziari abruzzesi. Il sindacato di polizia penitenziaria torna a denunciare una situazione critica, parlando di “carceri di burro”, con riferimento al sovraffollamento e alla cronica carenza di personale.
Mentre proseguono le ricerche, resta alta l’attenzione su tutto il territorio regionale. Le prossime ore saranno decisive per capire se il fuggitivo si trovi ancora nell’entroterra o se sia riuscito a raggiungere la costa.
Massima prudenza e collaborazione restano fondamentali.





