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HomeCultura e Spettacolo

FRA’ SAN FRANCESCO SUPERSTAR DEL MEDIOEVO AL TEATRO DEI MARSI

RedazionediRedazione
9 Aprile 2026
inCultura e Spettacolo
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foto locandina
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Venerdì 10 aprile alle ore 21,00 l’ultimo spettacolo della XIX Stagione Musicale del Teatro dei Marsi organizzata da Harmonia Novissima in convenzione con il Comune di Avezzano ed in collaborazione con Ministero della Cultura e Regione Abruzzo.

Per gli 800 anni dalla morte di San Francesco, andrà in scena FRA’, SAN FRANCESCO LA SUPERSTAR DEL MEDIOEVO di e con Giovanni Scifoni, regia di Francesco Ferdinando Brandi, musiche originali di Luciano Di Giandomenico. Il celebre attore Scifoni sarà accompagnato da una formazione musicale di strumenti antichi costituita da Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli. 
L’evento è una coproduzione di Teatro Carcano, Mismaonda e Viola Produzioni.

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E’ lo stesso Giovanni Scifoni a presentare così il suo spettacolo:

“Come si fa a parlare di San Francesco D’Assisi senza essere mostruosamente banali? Come farò a mettere in scena questo spettacolo senza che sembri una canzone di Jovanotti? Se chiedo ad un ateo anticlericale “dimmi un santo che ti piace” lui dirà: Francesco. Perché tutti conoscono San Francesco? Perché sono stati scritti decine di migliaia di testi su di lui? Perché è così irresistibile? E perché proprio lui? Non era l’unico a praticare il pauperismo. In quell’epoca era pieno di santi e movimenti eretici che avevano fatto la stessa scelta estrema, che aveva di speciale questo coatto di periferia piccolo borghese mezzo frikkettone che lascia tutto per diventare straccione? Aveva di speciale che era un artista. Forse il più grande della storia. Le sue prediche erano capolavori folli e visionari. Erano performance di teatro contemporaneo. Giocava con gli elementi della natura, improvvisava in francese, citando a memoria brani dalle chanson de geste, stravolgendone il senso, utilizzava il corpo, il nudo, perfino la propria malattia, il dolore fisico e il mutismo. Il monologo, orchestrato con le laudi medievali e gli strumenti antichi di Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli, si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop di Francesco, e percorre la vita del poverello di Assisi e il suo sforzo ossessivo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte, dalla predica ai porci fino alla composizione del cantico delle creature, il primo componimento lirico in volgare italiano della storia, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta geniale creatività. Francesco sapeva incantare il pubblico, folle sterminate, sapeva far ridere, piangere, sapeva cantare, ballare. Il vero problema con cui mi sono dovuto scontrare preparando questo spettacolo è che Francesco era un attore molto più bravo di me. E poi il gran finale, la morte, il rapporto di fratellanza, quasi di amore carnale che aveva Francesco con Sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare. E neanche il pubblico potrà scappare da questo finale, incatenati sulle poltrone del teatro saranno costretti anche loro ad affrontare il vero, l’ultimo, grande tabù della nostra contemporaneità: non siamo immortali”.

Biglietti da € 15 a € 30

Online su diyticket.it

Botteghini ad Avezzano: Libreria UBIK e Punto Informativo

Info e prenotazioni: 329.9283147

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