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FUCINO, SCACCO MATTO ALL’AGRICOLTURA: CONFAGRICOLTURA SMASCHERA IL GIOCO DELLA REGIONE. IL “VOTO DEL 21 APRILE, UN ERRORE STORICO”

Mentre la politica si nasconde dietro i tecnicismi, Lobene lancia l’allarme: “Il fotovoltaico sui terreni di pregio è la pietra tombale sul lavoro dei nostri padri”

RedazionediRedazione
20 Aprile 2026
inEconomia e Lavoro
AA
Fabrizio Lobene Confagricoltura
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In vista del voto decisivo in Consiglio regionale di martedì 21 aprile, Confagricoltura Abruzzo, a  differenza della Regione Abruzzo, non resta sorda dinanzi al grido di dolore degli agricoltori del  Fucino che dovrebbero subire inermi le scelte scellerate di una politica miope che segneranno  ineluttabilmente il destino dell’intera Piana del Fucino, fino ad oggi considerata “l’Orto d’Europa”. 

Al nostro comunicato stampa del 17 aprile, il Consigliere regionale Nicola Campitelli, Presidente  della III Commissione, ha replicato asserendo: 

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“Non esiste nessuna nuova norma che metta in pericolo il Fucino o altre zone agricole, né vi è alcuna  previsione di trasformare aree agricole in siti per la produzione di energia al di fuori di quanto già  stabilito dalle norme statali sulle quali la Regione non ha la facoltà di intervenire. La normativa  nazionale vincolante per le regioni consente l’utilizzo di alcune aree agricole per impianti fotovoltaici  solo entro limiti tassativi”. 

In pratica, alla stessa stregua di Ponzio Pilato, Campitelli rinvia a una normativa nazionale la  responsabilità precipua della Regione Abruzzo che, infatti, darà l’avvio alla svendita del Fucino. 

Con un imperativismo dittatoriale, i nostri rappresentanti politici non solo non hanno voluto consentire  un tavolo tecnico-istituzionale prodromico a qualsiasi soluzione, ma nemmeno hanno minimamente  preso in considerazione la valutazione della richiesta da parte di esperti nel settore ad emendare un  testo che appare scritto esclusivamente per favorire la rendita energetica. 

“Contrariamente a quanto afferma il Consigliere Campitelli, il Fucino era ben salvaguardato dalla  legge regionale sin dal lontano 2010 e nel 2025 un altro tentativo di aggressione fu sventato all’ultimo  momento grazie a un emendamento presentato dal Consigliere Massimo Verrecchia e  dall’Assessore Mario Quaglieri, tanto che in un comunicato stampa scrivemmo ‘48 ore di riflessione  hanno permesso di proteggere le terre agricole dal fotovoltaico’. Sono proprio le due deroghe, che  neppure il decreto legislativo 190 del 2024 ha previsto, inserite da Campitelli nella sua legge che  permetteranno lo scempio”, afferma il Presidente di Confagricoltura Abruzzo,Fabrizio Lobene.

Parlare delle terre del Fucino senza che si abbia una specifica conoscenza dell’agricoltura  equivarrebbe alla consapevole promozione della più dilagante incompetenza. 

“Prima di addivenire alla formulazione di un testo oggetto di voto, la governance regionale dovrebbe  avere l’umiltà di riconoscere i propri limiti e la conseguente lungimiranza di favorire il confronto  costruttivo con gli addetti ai lavori, invece di ostacolarlo”, affermaFabrizio Lobene. 

“La tutela della terra, delle persone che quotidianamente la lavorano e la sicurezza alimentare della  collettività è la missione principale di chi amministra un territorio unico nel suo genere. Le  competenze per far ciò, qualora non si avessero, potrebbero anche essere acquisite da confronti  con esperti e associazioni di categoria; ma alla mancanza di consapevolezza di ‘non sapere’ e  l’arroganza di voler deliberare non si può porre rimedio alcuno se l’amministrazione è perpetrata con  un autoritarismo senza limiti, cui si dà seguito facendosi scudo con vuoti tecnicismi. La vera missione  è una soltanto: la difesa del patrimonio agricolo regionale”, precisaFabrizio Lobene. 

“Parlare di ‘buona fede’ di fronte a questo atteggiamento sarebbe un esercizio di falsità conclamata.  Vi sarebbe stata onestà di intenti, infatti, soltanto nella circostanza in cui fosse stato accolto un  confronto tecnico-istituzionale propedeutico alla stesura di un testo, quand’anche in quest’ultimo vi  si fosse ravvisato un mero errore di valutazione postuma. La realtà è, invece, l’esistenza di una  distanza siderale tra chi la terra la calpesta ogni giorno e chi la guarda con superficiale distrazione  dalle planimetrie adagiate sulle proprie scrivanie”, prosegue il Presidente di Confagricoltura Abruzzo, Fabrizio Lobene. 

“La replica del Presidente Campitelli non risponde a nessuna delle obiezioni sollevate, rinviando ad  assurde deroghe che non sono tutele per il territorio bensì un esclusivo piglio giuridicamente creato  per consentire la copertura del Fucino e di altre aree di pregio della regione con pannelli fotovoltaici,  in una logica volta all’esclusivo e indiscriminato profitto di pochi in danno di molti”, incalzaFabrizio  Lobene. 

“Peraltro, appare molto poco istituzionale da parte del Consigliere Campitelli sostenere che la  Regione sia impotente di fronte a Roma, dal momento che lo stesso dovrebbe invece ben conoscere  il diritto pubblico e l’articolo 117 della Costituzione, in base al quale la Regione ha la potestà  legislativa concorrente e ha il dovere di esercitarla per proteggere l’integrità del proprio territorio”. 

“Il punto di rottura resta il silenzio sui limiti reali della SAU (Superficie Agricola Utilizzata), questi sì  fissati dal decreto legislativo 190 tra lo 0,8% e il 3% e non previsti dalla legge regionale in  approvazione. Questo silenzio normativo non è una svista, ma una scelta politica precisa per lasciare  terreni di pregio alla speculazione, violando persino la coerenza con la recente legge regionale 58  del 2023 sulla limitazione del consumo di suolo”. 

Il PresidenteFabrizio Lobenerivolge un veemente e disperato invito ai consiglieri tutti della Regione  Abruzzo, con particolare riferimento a coloro che prenderanno parte all’assise di voto del prossimo  21 aprile, per espresso conferimento di mandato da parte proprio di quel territorio di cui vorrebbe  segnarsi un infausto destino, di agire nel rispetto della democrazia, addivenendo alla seduta di voto 

soltanto previa istituzione di apposito tavolo tecnico-istituzionale volto al conseguimento di tutele  reali ed all’elusione della desertificazione produttiva della nostra regione. 

“Non saremo silenti, coinvolgeremo tutti i sindaci del territorio per verificare chi di loro si sfila da una  battaglia contro quelli che vogliono distruggere l’agricoltura. Questa volta solo 24 ore di riflessione  per proteggere le terre agricole dal fotovoltaico”, concludeFabrizio Lobene.

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