Dopo una lunga sospensione durata oltre vent’anni, ilPremio Avezzanotorna nel 2026 con la suaXXVII edizione, riaprendo un capitolo importante della storia dell’arte contemporanea italiana e restituendo alla città marsicana una manifestazione che, sin dalla sua nascita nel1949, ha rappresentato un punto di riferimento per la ricerca visiva nel Centro-Sud Italia.
Nato come rassegna dedicata alle migliori espressioni della pittura e della scultura, il Premio Avezzano ha attraversato il secondo Novecento accompagnando alcune delle stagioni più significative della sperimentazione artistica italiana. Nel corso dei decenni ha ospitato autori di rilievo nazionale e internazionale, tra cuiMario Schifano, Luigi Veronesi, Getulio Alviani, Pino Pascali e Mauro Reggiani, contribuendo a consolidare il ruolo di Avezzano nel dibattito sulle neoavanguardie e sui linguaggi della contemporaneità.
Nel tempo, il Premio non è stato soltanto un luogo di esposizione e confronto, ma anche un dispositivo culturale capace di generare patrimonio: una parte significativa delle opere raccolte nelle diverse edizioni è infatti confluita nellaPinacoteca Civica di Arte Moderna di Avezzano, oggi al centro di un rinnovato progetto di valorizzazione.
La nuova edizione, ospitata alCastello Orsini-Colonna di Avezzano, inauguradomenica 26 aprile alle ore 11:30e segna dunque non solo il ritorno di una storica manifestazione, ma anche l’avvio di una più ampia riflessione sul ruolo della città, delle sue istituzioni e dei suoi luoghi storici nella promozione dell’arte contemporanea.
LaXXVII edizioneè curata dallostorico e critico d’arte Massimo Bignardi, figura di rilievo nel panorama curatoriale italiano, da anni impegnato nello studio dell’arte del Novecento e della pittura contemporanea. La sua direzione imprime al Premio una linea culturale capace di connettere memoria storica e tensione critica verso il presente, con una particolare attenzione alla pittura e alla grafica come campi ancora vitali della ricerca artistica.
L’edizione 2026 si articola intre sezioni principali, pensate per restituire la complessità del dialogo tra modernità storica e pratiche contemporanee.
La prima,“Espressioni della Pittura Italiana”, riunisce le opere di quindici artisti appartenenti a generazioni diverse, dai nomi consolidati ai più giovani under 45, mettendo in evidenza la vitalità della pittura italiana contemporanea e la pluralità dei suoi orientamenti, tra figurazione, astrazione e ricerca sul segno.
La seconda sezione,“Segni incisi del Novecento”, propone una selezione di opere grafiche firmate da alcuni grandi maestri del XX secolo, tra cuiArp, Braque, Burri, Picasso, Miró e Magritte, offrendo uno sguardo ampio sulla forza del linguaggio incisorio e sulla sua centralità nella storia dell’arte moderna.
Completa il percorso la sezione monografica“Omaggio a Claudio Verna”, dedicata a uno dei più autorevoli protagonisti della pittura astratta italiana. Nato a Guardiagrele nel 1937,Claudio Vernaè riconosciuto come figura fondamentale della pittura analitica e dell’astrazione italiana del secondo Novecento. La sua ricerca, fondata sul rapporto tra colore, luce, spazio e organizzazione della superficie pittorica, viene qui riletta come testimonianza esemplare di una visione artistica rigorosa e insieme profondamente espressiva.
Con il ritorno del Premio Avezzano, la città recupera una delle sue esperienze culturali più significative. La manifestazione si propone oggi come una piattaforma di rilancio per la ricerca contemporanea, ma anche come occasione per riattivare il rapporto tra territorio, collezione pubblica e comunità, valorizzando la Pinacoteca e restituendo centralità a un luogo simbolico come il Castello Orsini Colonna.
In un tempo in cui le istituzioni culturali sono chiamate a ripensare il proprio ruolo, il Premio Avezzano torna a proporsi come spazio di confronto, studio e visione, con l’obiettivo di confermarsi nuovamente come appuntamento di riferimento per le arti visive, capace di mettere in luce le attuali espressioni della pittura, in ambito sia iconico sia aniconico.





