L’obiettivo primario è stato quello di sensibilizzare.Lo scorso sabato sera, però, si è riusciti a fare dal palco molto di più, grazie al valore della cittadinanza attiva e al senso della responsabilità sociale. È stato un successol’evento intitolato “Oltre lo specchio”, organizzato con il patrocinio delComune di Avezzanoe con il sostegno dellaFondazione Carispaq.La manifestazione, che ha unito moda, scienza, solidarietà e buonumore, è stata ideata dalla giovane imprenditriceMichela Lazzaro,assieme all’associazione culturale“CreAzioni” e al main sponsor Tecnocall Srl, rappresentato daMatteo Ranalletta,responsabile del settore delle risorse umane della realtà imprenditoriale marsicana. “Non mi sarei mai aspettata una partecipazione simile da parte del pubblico. – afferma Michela Lazzaro – La bellezza di vedere tutte quelle persone interessate a problematiche spesso troppo silenziose nella società di oggi, è stata tanta ed ha significato tanto.Avezzano e la Marsica– continua – sono territori sensibili, aperti e attenti al risvolto sociale delle azioni. La serata di sabato, dimostrazione perfetta di altruismo, è stata dedicata aldismorfismo e al tema dei disturbi alimentari”.
Sul palco, condiviso con la giornalista Gioia Chiostri,Michela Lazzaroha guidato il pubblico in diversi momenti salienti della serata: prima il panel medico-scientifico dedicato all’approfondimento del rapporto, spesso complesso, fra psiche e cibo, e poi le due sfilate di moda, impreziosite dalle voci delle cantantiMartina D’Ovidio e Cristina Virgilio.I biologi nutrizionistiAchille Mariani e Cristina Di Sanzahanno offerto alla platea un punto di vista consapevole, tecnico e lucido sulle dinamiche che spesso possono innescarsi quando si parla di dieta e di benessere; hanno dato risalto all’aspetto dell’armonia e alla cultura sana dell’alimentazione. Il medico psichiatraAnna Di Berardinoha ribadito che “non si deve provare vergogna nel chiedere aiuto quando l’alimentazione diventaun incuboo un elemento di profondo malessere. Tutti i disturbi alimentari – ha spiegato la professionista – nascono da una salute mentale che si è incrinata; bisogna arrivare alla radice del problema”. La psicoterapeutaGiovanna Rodrigoe il tecnico della riabilitazione psichiatricaAlessandra Marmotta– entrambe specialiste, assieme alla dottoressa Di Berardino, del Centro diurno psichiatrico di Avezzano – hanno illustrato gli strumenti psicologici e psichiatrici utili per “uscire fuori dal tunnel”. “Si può guarire, – hanno detto le due esperte – si può cambiare vita, ma bisogna lavorare tanto su sé stessi. I disturbi del comportamento alimentare (DCA) e, in particolar modo l’anoressia nervosa, rappresentano difatti la seconda causa di morte tra gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali”. Un’emergenza sanitaria e sociale che si sta espandendo e che colpisce prevalentemente la popolazione femminile. Tre testimonianze autentiche sul rapporto insano con il cibo, tra cui quella dell’organizzatriceMichela Lazzaroche ha sofferto in passato di disturbi alimentari, hanno dato un tocco di verità ad un evento che si farà ricordare e che ha messo in moto un’importante azione sociale. Tanti amministratori hanno partecipato all’iniziativa; in prima fila, anche il vicepresidente dellaFondazione Carispaq, Pierluigi Panunzi. La sfilata finale, invece, ha avuto il compito di sensibilizzare ancora di più sulle grandi piaghe che feriscono la società contemporanea, fra cui le violenze e gli abusi sulle donne. Lungo la passerella e nella meravigliosa cornice di luci e suoni realizzata daPalumbo Eventi,hanno sfilato, una dopo l’altra, dando prova di carisma e autenticità, donne giovani e adulte, mamme e figlie, che hanno affrontato, nella vita, sfide ed ostacoli e che sono rinate.
La sfilata finale, difatti, ha avuto come protagonisti gli originali abiti confezionati dalle stilisteMary Zaccaria e Cristina Senuse; le due hannodato una seconda vitaa dei capi che sono stati trasformati invere opere d’arte, complice il tocco di forme e colori del“pittore delle donne” Vincenzo Sangiorgio(Premio Leonardo Da Vinci 2023 e Premio artista dell’anno a Bruxelles). Gli abiti hanno saputo raccontare delle storie di amore per sé stesse, di rinascita e di rivalsa femminile.
Al termine della manifestazione, i capi sono stati messi vendita per raccogliere fondi e donazioni a favore dell’Associazione No profit DonneXStrada, che da anni si occupa di violenza contro le donne e di sicurezza in strada tramite una rete associata di psicologi ed avvocati.“Oltre la metà degli abiti sono già stati venduti – conclude Michela Lazzaro – Si tratta di pezzi unici e non replicabili che hanno preso vita grazie alla maestria e alla collaborazione di veri artisti-artigiani della nostra terra. Il mio esercizio commerciale è divenuto Punto viola nel mese di febbraio scorso: ora è un luogo sicuro, che abbraccia tutte le donne in difficoltà”.
Con lo sfondo del Tribunale di Avezzano completamente illuminato di lilla, la serata si è conclusa con una presa di coscienza collettiva:la rete della comunità è forte ed è il primo baluardo per l’allontanamento dello spettro della solitudine.






