CELANO– Nuovo rinvio per il processo legato all’inchiesta “Acqua Fresca”, procedimento che da oltre cinque anni coinvolge amministratori, esponenti politici e imprenditori del territorio celanese.
Giovedì scorso si è tenuta una nuova udienza dibattimentale, durante la quale si è concluso l’esame del luogotenente Marco Minghetti, ascoltato prima dalla pubblica accusa e successivamente dalle difese.
Al centro dell’udienza sono finite, in particolare, alcune intercettazioni e il loro rapporto con gli atti amministrativi prodotti nel corso del procedimento. Le difese hanno insistito sulla necessità di valutare tali elementi alla luce della documentazione pubblica relativa agli iter amministrativi contestati, sostenendo che proprio da quei documenti emergerebbero profili utili a ridimensionare il quadro accusatorio.
Nel corso dell’udienza è stata registrata anche una variazione nella composizione del Collegio giudicante: la presidenza è passata al giudice D’Orazio, in sostituzione del giudice Minotti, che resta comunque componente del Collegio.
Terminato l’esame del luogotenente Minghetti, l’udienza avrebbe dovuto proseguire con l’audizione dei testi indicati dalle difese. Il Collegio giudicante ha però disposto il rinvio al28 gennaio 2027, data nella quale sarà verificata anche l’eventuale intervenuta prescrizione di alcuni dei reati ancora oggetto del procedimento. Alla decisione del Collegio si è uniformata la pubblica accusa.
Secondo quanto sostenuto dagli avvocati della difesa, il procedimento si fonderebbe su un impianto accusatorio ritenuto fragile e già fortemente ridimensionato nel corso degli anni. Le stesse difese richiamano, in particolare, le decisioni assunte in sede cautelare: prima dal Tribunale del Riesame dell’Aquila e poi dalla Corte di Cassazione, che nel 2021 intervenne sul quadro delle misure cautelari.
Un ulteriore passaggio rilevante si era avuto nel maggio 2024, quando il Gup Lombardi aveva disposto il proscioglimento di diversi imputati da alcune delle principali contestazioni, comprese quelle che avevano inizialmente portato all’applicazione delle misure cautelari.
La prossima udienza, fissata per gennaio 2027, potrebbe dunque rappresentare un momento decisivo per comprendere il destino del processo e verificare se la prescrizione inciderà in maniera significativa sulle residue contestazioni.
Resta aperta, sul piano politico e pubblico, la riflessione su una vicenda che negli anni ha avuto un forte impatto mediatico e istituzionale sulla città di Celano. Sarà il Tribunale, nelle sedi competenti, a definire gli esiti processuali; mentre eventuali iniziative successive da parte degli imputati, anche in sede civile, resteranno una valutazione rimessa ai diretti interessati e ai rispettivi legali.





