L’iniziativa punta a potenziare la domiciliarità attraverso il lavoro di operatori socio-sanitari che assicurano assistenza di base, supporto nella gestione giornaliera e monitoraggio continuo, accompagnando i pazienti nel delicato post-ricovero e ponendo le basi per i successivi sviluppi legati alla telemedicina e al telemonitoraggio.
Sul tema interviene il presidente di Uncem Abruzzo, Lorenzo Berardinetti, che evidenzia la necessità di ampliare ulteriormente questo percorso.
“È un’ottima iniziativa che tende concretamente una mano alle aree interne. Ringrazio l’assessore regionale Mario Quaglieri per aver promosso e sostenuto questa visione”, afferma Berardinetti, “la tecnologia oggi c’è ed è un alleato fondamentale, ma ora dobbiamo fare un passo in avanti: è necessario istituire subito un tavolo di confronto che coinvolga i medici di base e tutte le altre realtà che tutelano i territori montani e marginali”. Secondo Berardinetti “l’obiettivo deve essere quello di colmare definitivamente i gap strutturali che penalizzano le famiglie che hanno scelto con coraggio di vivere e restare nelle nostre aree interne. Buona l’idea di partenza, ma ora cerchiamo di estendere il servizio includendo anche le piccole necessità quotidiane delle famiglie, affinché nessuno si senta più cittadino di serie B”.





