AIELLI — Torna Borgo Universo, e lo fa con un traguardo importante: l’edizione 2026 celebra il decimo anniversario del festival che negli anni ha contribuito a trasformare Aielli in uno dei borghi più originali d’Abruzzo. L’appuntamento è per il 31 luglio, 1 e 2 agosto 2026, nel piccolo comune a 1.030 metri affacciato sulla piana del Fucino, in provincia dell’Aquila.
Nato nel 2017 come festival dedicato alla street art e all’astronomia, Borgo Universo racconta il legame tra Aielli e il cosmo attraverso l’arte pubblica. Un legame che ha radici reali: proprio qui nacque l’astronomo Filippo Angelitti (1856-1931). Nel corso degli anni artisti di fama nazionale e internazionale hanno lasciato le proprie opere tra vie e piazze del borgo, dando vita a un museo a cielo aperto che conta oggi oltre 50 opere tra murales, sculture e installazioni, sempre aperto e visitabile.
Il cuore pulsante della tre giorni è un programma che intreccia musica, natura e scoperta dall’alba a notte fonda, sempre a ingresso gratuito. Si parte con la leggenda del jazzGegè Munarie il suo “The Legend 5et”, a cui fa eco l’energia deiChaco Borealtra cumbia elettronica, folklore latinoamericano e afrobeat, mentre la travolgenteBoomerang Orkestra, orchestra itinerante di fiati e percussioni, trasforma strade e piazze in una grande festa collettiva. Sul Main Stage brilla il progettoIndaco & super guests– “Dal Mediterraneo ai MCR”: un unico viaggio sonoro che dalle rotte del Mediterraneo — world music, jazz etnico, pizzica e taranta — arriva al folk combat deiModena City Ramblerse al rap degliAssalti Frontali, riunendo attorno al nucleo storico degli Indaco di Mario Pio Mancini ospiti d’eccezione come Gianluca Spirito “il Comandante” (già Modena City Ramblers), Militant A degli Assalti Frontali, il maestro della world music Luigi Cinque e la percussionista Vera Petra. A far ballare la notte arrivano poi i colombianiKillabeatmaker: direttamente da Medellín e reduci dai palchi di mezzo mondo, fondono ritmi tradizionali andini e colombiani con afrobeats, amapiano, cumbia e global music, tra gaita, tamburi a mano, beatbox e rap. Le notti sotto le stelle proseguono con i dj set diKornelia, dj e collezionista di vinili polacca, e con le sonorità mediterranee tra jazz, soul ed elettronica diDario Jacque.
Ma Borgo Universo è molto più di un cartellone musicale: è un modo di vivere il borgo e il suo paesaggio. Nelle tre giornate si susseguono passeggiate in montagna all’alba, sessioni di yoga panoramico e tour guidati dei murales con le guide della Cooperativa di Comunità La Maesa.
C’è spazio anche per l’arte da vivere e da portare con sé, con il Tattoo Walk-in dell’artista ceca Jolana, dallo stile delicato ispirato alla natura e al simbolismo, e due mostre d’eccezione: “The Silence of Ordinary Things”, dedicata ai dipinti del maestro andaluso Pedro Líndez, e “Between Worlds”, con le opere dello slovacco Miroslav Polák — presente anche nelle collezioni della NASA — ispirate alle immagini dei telescopi spaziali.
Non manca il gusto, perché un festival è soprattutto condivisione. Ogni sera la degustazione “L’universo nel calice” invita a scoprire il vino oltre l’etichetta, con le proposte di piccoli produttori e vignaioli naturali comeL’Ultimo Imperatore, I Vignali, Lammidia, Pistis Sophia, Montetino Vini, Agricola Caprera, Banner, Oasi le Fratte, Azienda Agricola Ludovico e D.S. Bio. Accanto ai calici, l’area food riunisce otto food truck selezionati e diversi stand enogastronomici con i sapori del territorio, mentre a dare carattere alla proposta è ilBirrificio Collerosso: realtà artigianale erede dello storico birrificio dove nel 2005 prese il via l’avventura di Birra del Borgo, oggi dedicata alla birra a fermentazione spontanea e affinata in botti di legno.
Ricco anche il programma di incontri e divulgazione, che tiene insieme scienza e riflessione: dallo spettacolo sull’origine del cosmo “Il Primo Giorno senza ieri” ai viaggi tra le stelle di “Ritorno alla luna”, dalle missioni Apollo alla Missione Artemis II, e “L’Universo attraverso gli occhi dei telescopi moderni”, fino all’incontro “Street art e impresa. Investire in bellezza” e a “Domande alla cieca”, un appuntamento da vivere, ascoltare e condividere.
Ma è con“La Sagra della Scienza”che Borgo Universo rivela la sua anima più autentica. Non un contorno, ma uno dei tratti che rendono unico il festival: per l’edizione 2026 cinque stand tematici animano la piazza di Aielli Stazione, trasformandola in un grande laboratorio a cielo aperto. Astronomia, fisica, biologia e natura, ingegneria, storia e scienza ludica prendono vita attraverso esperimenti, dimostrazioni ed esperienze interattive in cui la conoscenza si tocca con mano e la curiosità diventa gioco, per grandi e piccoli. È la scienza raccontata come festa popolare — accessibile, sorprendente, per tutti — che si intreccia con tutti gli altri contenuti e, soprattutto, con le osservazioni della Torre delle Stelle, erede di quella vocazione astronomica che affonda le radici in Filippo Angelitti e che ancora oggi tiene Aielli con lo sguardo puntato sull’universo.
Informazioni utili.L’ingresso al festival è gratuito; alcune attività, laboratori ed esperienze prevedono la prenotazione e possono richiedere una quota di partecipazione. L’accesso a tutti gli stand de “La Sagra della Scienza” è a pagamento e prenotabile. Per consultare il programma completo delle tre giornate e prenotare le attività:www.borgouniverso.com.





