Le immagini, documentate ieri da alcuni pescatori nel tratto di fiume tra Pescocanale e l’Emissario Claudio-Torlonia, sono uno spettacolo che nessuno avrebbe voluto vedere di nuovo. Centinaia di trote morte galleggiavano nel fiume proprio nel punto esatto in cui le acque del Fucino finiscono nel Liri.
Purtroppo non si tratta di un episodio isolato, per quanto comunque gravissimo, ma di situazioni che da tempo vengono rilevate e denunciate alle autorità competenti dalle Amministrazioni comunali, Associazioni di Pescatori, cittadini, ecc.
Il Contratto di fiume Liri è nato proprio dalla necessità di fare fronte comune tra le Amministrazioni comunali, le Associazioni e i cittadini per tentare di dare voce ad un’intera valle che non vuole essere utilizzata come “discarica abusiva”.
I danni ambientali che il Fiume Liri e l’intera Valle Roveto continuano a subire non possono più essere tollerati, questi sversamenti abusivi di sostanze tossiche nel fiume provocano danni gravissimi all’intero ecosistema, distruzione degli habitat, contaminazione della catena alimentare con accumulo di metalli pesanti e sostanze chimiche e inquinamento delle falde idriche.
“E l’acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi, la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi….così cantava Pierangelo Bertoli nel 1976 e dopo cinquant’anni siamo ancora così”. Queste le parole del sindaco di Morino, capofila del Contratto di Fiume Liri, Roberto D’Amico che prosegue dicendo:“In questi ultimi anni, il Contratto di Fiume Liri, grazie all’impegno di tutte e nove i comuni coinvolti, associazioni, cittadini e istituzioni sta cercando di dare vita a un processo condiviso di recupero e valorizzazione del fiume Liri. Grazie anche ai fondi stanziati dalla regione Abruzzo sono partiti diversi progetti di recupero ambientale che però rischiano di essere completamente vanificati da episodi come questo. Intervenire per recuperare la vegetazione riparia, rinaturalizzare argini, sensibilizzare i cittadini sulla tutela della biodiversità diventano quasi “operazioni di facciata” se non si risolvono nodi incancreniti da anni. Come CDF Liri abbiamo più volte evidenziato, alla Regione e alle altre istituzioni competenti, questi problemi e soprattutto che il fiume Liri non è un fiume “normale”, essendo collegato, attraverso l’emissario Claudio – Torlonia al Fucino, deve essere necessariamente considerato come un unico sistema Liri -Fucino- Giovenco”.
Il Comune di Morino, capofila del Contratto di Fiume Liri, si unisce con forza alle tante voci di denuncia di questo ennesimo, evidente, danno ambientale che mette a rischio la biodiversità di questa valle e la salute di tutti i cittadini. Episodi che purtroppo si ripetono da anni e che da anni vengono denunciati, ma se alla denuncia non seguono controlli rigidi e sanzioni esemplari per i responsabili di questi atti criminali, lo sforzo di tutti rischia di essere vanificato.
Non c’è più tempo per aspettare è necessario che tutte le istituzioni coinvolte si siedano attorno ad un tavolo e affrontino le questioni irrisolte da tempo.
Il CDF, proporrà entro il mese di settembre, un incontro alla presenza dell’Assessore Imprudente per la Regione Abruzzo, e di tutte le istituzioni di riferimento, per la valutazione congiunta degli interventi immediati e di una strategia di approccio integrato per la risoluzione dei problemi.





