L’AQUILA –Salta, gira, canta, coinvolge. Una bomba d’energia.“Waoo”. GEOLIERincanta ilTeatro del Perdono dell’Aquilain occasione della732ª Perdonanza Celestiniana. Sold out e circa 9mila persone sul prato di Collemaggio per ascoltare uno dei rapper italiani più seguiti del momento. Una vera invasione, soprattutto di giovani e giovanissimi arrivati da tutto l’Abruzzo e anche da fuori regione, per quella che è stata anche l’ultima tappa delSummer Festival Tour 2026dell’artista napoletano.
Subito dopo lo spettacolo, sui social arrivano i commenti entusiasti del sindacoPierluigi Biondi, del vicesindacoRaffaele Danielee di altri esponenti dell’amministrazione comunale, che nel backstage riescono anche a scattare una foto con il rapper.
C’è da dirlo:organizzazione di livello. Lo staff della Perdonanza, gli addetti del Comune e la macchina organizzativa hanno dimostrato che il capoluogo abruzzese è pronto ad accogliere spettacoli da grandi numeri. Non era certamente il classico concerto “celestiniano” con il pubblico comodamente seduto: sul prato migliaia di adolescenti, famiglie, ragazzi in piedi per ore e tantissime persone anche all’esterno e lungo i percorsi di accesso. Qualche polemica, inevitabilmente, è arrivata sul fronte della pulizia. Ma accogliere migliaia di persone significa anche fare i conti con le conseguenze di un evento di queste dimensioni. Prima di emettere sentenze sui social sarebbe opportuno concedere alle ditte incaricate il tempo necessario per intervenire. Per il futuro, certo, qualche cestino in più lungo i percorsi potrebbe non guastare, pur sapendo che difficilmente basterebbe da solo a risolvere il problema.
Come da copione, non sono mancati gli interventi degli operatori sanitari. Una decina circa i ragazzi soccorsi durante la serata per malori, cali di pressione, svenimenti e stati d’ansia. Numeri comunque contenuti se rapportati alle circa novemila presenze e a un pubblico rimasto per ore in piedi in attesa e durante lo spettacolo. C’è da tenere presente che durante il concerto di Geolier allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli a giugno 2026, il presidio sanitario ha effettuato oltre 250 interventi di assistenza medica
Poi c’è la musica.
“El Pibe de Oro”, “Capo”, “Come vuoi”, “Secondigliano”: i brani più conosciuti del rapper napoletano accendono Collemaggio tra salti, cori e telefoni al cielo. Ma è soprattutto quando emerge il lato sentimentale della sua produzione che si comprende il rapporto costruito da Geolier con una generazione.“Ultima poesia”, “I p’ me, tu p’ te”, “Canzone d’amore”, “Fotografia”, “Give You My Love”: ecco ilromanticismo 2.0, fatto di relazioni, fragilità, gelosie e sentimenti raccontati con il linguaggio dei ragazzi di oggi. Geolier si conferma così un rapper capace di parlare direttamente ai cuori degli adolescenti.
E a un certo punto è proprio alle generazioni più adulte presenti sul prato che decide di rivolgersi.
“Questa sera vedo presenti molte persone di un’altra generazione. È vero che questo genere, il rap, è molto diverso da quello che voi siete abituati a sentire e da quello che ascoltano i vostri figli. Ma non create mai spaccature generazionali con loro – Poi il rapper esagera un po’ – Non è detto che noi siamo stupidi perché ascoltiamo questa musica. Anche all’epoca c’è stato un cambiamento musicale con i Pink Floyd e tantissimi altri gruppi che hanno rivoluzionato la musica. E noi stiamo facendo quello che è successo tantissimo tempo fa. Non distaccatevi. Non siate lontani dai vostri figli. Apprezzateli, capite quello che stanno facendo e quello che stanno sentendo, altrimenti non capirete i vostri figli nemmeno su altre cose”.
Un discorso forse ambizioso, esagerato sicuramente nel paragone con i Pink Floyd, ma che fotografa bene il ruolo che Geolier sente di avere nei confronti del suo pubblico e, soprattutto, la distanza che ancora separa una parte del mondo adulto dai nuovi linguaggi musicali. E forse, proprio qui, il rapper lascia intravedere una chiave di lettura sul proprio futuro artistico: come continuare a cavalcare l’onda, conquistando anche un pubblico più adulto, senza rinunciare alle proprie radici e al linguaggio che lo ha portato fin qui?
Nessun riferimento particolare, invece, al contesto della Perdonanza o al significato del Perdono. E mentre qualcuno tra il pubblico più adulto osserva con curiosità – e magari con qualche perplessità – un’esibizione fatta anche di pantaloni decisamente bassi e look lontani dai canoni più tradizionali, Geolier scherza sulla temperatura aquilana. “Siete fortunati qui, mi avete fatto cacciare la felpetta dall’armadio. Un’aria condizionata naturale. Waoo”.
E“waoo” davvero, per una serata che ha trasformato il prato di Collemaggio in una grande arena a cielo aperto. L’Aquila, nell’anno da Capitale italiana della Cultura, ha ospitato l’ultima tappa del tour estivo di uno degli artisti più influenti della scena italiana contemporanea.
Tra applausi, urla, cori e migliaia di ragazzi, Geolier ha portato dentro la Perdonanza un pubblico e un linguaggio profondamente diversi da quelli tradizionalmente legati alla manifestazione.
Piaccia o meno, anche questa è una piccola rivoluzione generazionale.





