Sì, Avezzano potrebbe essere una delle prossimecittà del cinema in Abruzzo,grazie al movimento generato dalcineturismo, ovvero la capacità di attrarre cinefili, appassionati, storici e blogger di settore alla ricerca di location cinematografiche e televisive. Questa è la nuova scommessa del capoluogo della Marsica, dopo l’uscita in tutte le sale cinematografiche italiane di“The Dog Stars”, ovvero le Stelle dopo la fine, con la regia del maestro della fantascienza moderna, Ridley Scott.Ieri, si è mosso il primissimo passo, con il lavoro d’interlocuzione svolto in queste settimane dal vicesindacoFabrizio Ridolfi.“Ieri è uscito ilKolossal di Scott in Italiae sono andato a vederlo con curiosità nel nostro cinema Astra assieme a molti degli amministratori di Avezzano. I dettagli della città sono facilmente riconoscibili ed individuabili: una vetrina internazionale non indifferente, che potrebbe far azionare ulteriori meccanismi turistici. Abbiamo pensato ad una cartellonistica che, attraverso un Qr Code, ci ridia subito la dimensione filmica e postapocalittica dei nostri luoghi”, ha dichiarato proprio Ridolfi.
Sono stati ospiti del Comune, in occasione della presentazione del racconto dello scrittore e giornalista professionistaVittorio Tucceridal titolo di“La collana che Ridley Scott perse ad Avezzano”(con colpo di scena finale incluso) il presidente dellaFondazione Abruzzo Film Commission Piercesare StagnieMartina Silveri, amministratrice unica della società aquilana“Sunrise Aviation”, che dal 2020 gestisce l’Aeroporto dei Parchi di Preturo, altro luogo iconico prescelto da Scott per le riprese. “L’Abruzzo è un territorio che si prestaad essere meta di grandi produzioni cinematografiche. – ha aggiunto ancora il vicesindaco Ridolfi – Dopo l’appuntamento del 7 settembre prossimo nella cornice della83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Veneziache vedrà impegnata proprio laFilm Commission abruzzese,organizzeremo un incontro con il presidente Stagni per gettare le basi di una nuova progettazione e rendere produttiva per la città l’esperienza che si è vissuta con il set cinematografico. È importante mettere a sistema i nostri luoghi e le nostre qualità territoriali anche per chi sceglie il cinema come mezzo di comunicazione, capace di raggiungere un pubblico potenzialmente amplissimo”.
“Avezzano è stata la prima presenza dell’Abruzzo nel cinema – ha dichiarato il presidente dellaFondazione Abruzzo Film Commission– e il fatto stesso che sia nato un racconto dal seme cinematografico è sinonimo di un fermento che non dobbiamo lasciarci sfuggire. Esiste, in effetti, qualcosa che già unisce il nostro territorio al cinema e che si trova nel film del1915Sempre nel cor la Patria!: sono le prime immagini abruzzesi nel cinema di più di 100 anni fa.La Prima Guerra Mondiale è stata, cioè raccontata attraverso unMockumentary, cioècon un falso. Le immagini dei bombardamenti erano le immagini del terremoto, documentate, tra l’altro, daLuca Comerio, uno dei primi cineoperatori: le scosse producevano gli stessi effetti delle bombe. Io nutro un sogno: quello di far tornare i giovani con fierezza in Abruzzo, con strumenti adatti. Giovani cineasti che vogliono raccontare l’identità della regione con l’orgoglio di esserci nati. Il maestro Scott ha raccontato con l’Abruzzo il Colorado”. Una copia tradotta in inglese del racconto di Vittorio Tucceri, che ruota attorno alle vicende “grigio-scure” del protagonista Nando Tocci (operaio impiegato proprio nell’allestimento del set cinematografico di Scott in città) potrebbe essere consegnata presto nelle mani dell’entourage del regista di“Blade Runner” e de “Il Gladiatore”. Ha partecipato all’incontro sul racconto di Tucceri anche l’attore abruzzese Corrado Oddi.
“Per il nostro aeroporto è stato coraggioso decidere di partecipare come location alle riprese. – ha commentato, infine,Martina Silveri– Siamo stati contenti perché anche noi condividiamo un sogno, ovvero la rinascita delle aree interne, grazie anche al contributo del nostro scalo, punto di riferimento centrale per l’Italia e per l’Europa. L’obiettivo è quello di creare una filiera che arricchisca tutto l’Abruzzo interno, culturalmente ed economicamente: stiamo imparando ad esistere e a farci notare anche noi”.





