C’è un tempo per vivere e un tempo per ricordare. Il 10 ottobre, però, ad Avezzano, queste due dimensioni del pensiero e del sentimento umano troveranno ed avranno una “casa” comune:grazie al ricordo dei suoi alunni,fra cui anche il politico e uomo di culturaGianniLetta,rivivrà la figura dell’amatissima professoressaFernandaSampaolesi De Angelis, storica vicepreside delLiceo Classico “A. Torlonia” della città. Legatissima alla terra marsicana, vi insegnòmatematica dal 1940 al 1958, dopo essersi laureata nel1938in Matematica e Fisica con Enrico Fermi come professore.
Sono stati proprio i suoi familiari e, in primis, sua figliaFranca De Angelis Mangianti,a richiedere all’amministrazione comunale di riportare in vita il ricordo della stimata docente, attraverso l’intitolazione di un largo alla sua memoria. “Fernanda Sampaolesi si laureò in ma tematica e fisica in un’epoca in cui per le donne non era così scontata una carriera nel mondo della scuola e dell’insegnamento. – avverte il consigliere comunaleDomenico De Angelis, che ha curato in prima persona tutta l’organizzazione della cerimonia – Il primo grazie, ovviamente, è rivolto al nostro sindacoGiovanni di Pangrazioche ha “letto” in un momento diquesto tipo, di affetto e di stima collettiva, una nuova opportunità di dialogo con le nuove generazioni.
L’ex vicepreside, infatti, può rappresentare oggi più che mai un esempio virtuoso di donna della cultura, che intraprese un percorso di certo non facile nell’universo della scienza”.
Dopo il via libera arrivato dalla Prefettura dell’Aquila il 30 luglio scorso, il prossimo 10 ottobre si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazionedel largo antistante al Liceo Classico. “La sua – racconta la figliaFranca De Angelis Mangianti –fu una vitadedicata interamenteall’insegnamento della matematica: il suo sogno fin da bambina. Furono suoi alunni eccellenti ildottor Gianni Letta e il giurista Natalino Irti,entrambicittadini onorari di Avezzano.Più di ogni altra cosa e più di ogni altro ruolo, mia madre è stata una persona giusta, nel senso che aveva, come parametri di vita, l’etica dell’equilibrio ed il rispetto di chi la circondava e di chi incrociava il suo cammino”.
Dopo l’esperienza al Liceo Classico di Avezzano, si trasferì a Roma: qui insegnò presso il Liceo “Virgilio” assieme a S.E.R. Monsignor Rino Fisichella,che ha sempre ricordato lasua “preparazione e la sua profonda giustizia nei confronti degli studenti”.
Fece appassionare alla scienza tantissimi avezzanesi che, proprio grazie alla sua guida e ai suoi consigli, decisero di intraprendere una carriera da ingegnere: ancora oggi la ricordanocon affetto e devozione.






