“La Costituzione è il patto
fondativo della nostra comunità, è quello che ci tiene insieme e
quindi va indicato e spiegato alle nuove generazioni”. Lo ha
dichiarato il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni
Amoroso, a margine della sessione inaugurale del 41/mo convegno
annuale dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti in
corso presso l’Università degli Studi di Teramo.
Rispondendo ai cronisti sull’attualità della Carta e sul suo
ruolo di bussola per i più giovani, sulla scia dei recenti
moniti del capo dello Stato Sergio Mattarella, Amoroso ha
ribadito che il testo del 1948 rappresenta “un patrimonio comune
di valori, di principi e di diritti di garanzia”. La presenza
del vertice della Consulta nell’ateneo abruzzese conferma il
saldo legame istituzionale con la comunità accademica: “Oggi c’è
questo convegno importante legato alla Costituzione e alle
garanzie previste. La mia presenza è una tradizione per
assicurare il legame culturale con la materia”.
Sollecitato sul dibattito politico tra l’urgenza di nuove
riforme costituzionali e la necessità di completare l’attuazione
della Carta originaria, il presidente ha rivendicato il ruolo
attivo e storico della Consulta nel rendere vivo e attuale il
dettato costituzionale. “La Costituzione ha cominciato a essere
attuata fin dall’inizio e la Corte Costituzionale ne è testimone
dal 1956 a oggi – ha spiegato Amoroso -. Con le sue pronunce ha
dato anch’essa il suo contributo nell’attuazione: parliamo di
oltre 23.000 sentenze e oltre 4.000 pronunce di
incostituzionalità. In questi decenni sono cambiate varie norme
in ragione proprio dell’attività e delle pronunce della Corte”.
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