Stadi, cori, scarpini e pallone. Per generazioni sono stati il simbolo dello sport italiano. Ma nel 2026 qualcosa sembra essere cambiato: il calcio non è più il padrone incontrastato delle preferenze sportive degli italiani, almeno quando si parla di tesseramenti. Per la prima volta nella storia,la Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP)ha superato laFederazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC)per numero di tesserati, conquistando il primato nazionale tra le federazioni sportive.
A certificarlo sono i dati del reportMonitoraggio CONI-FSN-DSA, anticipati ieri daIl Sole 24 Ore. Il sorpasso, in realtà, risale già al 2024, quando la FITP ha raggiunto quota1.162.477 tesserati, contro i1.123.054 della FIGC, con un vantaggio di quasi 40 mila iscrizioni. Numeri che assumono un significato ancora maggiore considerando che, nel 2025, la Federazione Tennis e Padel ha superato quota1,25 milioni di tesserati.
Fenomeno Sinner? Non solo. Già nel 2001, quandoAngelo Binaghiassunse la guida della Federazione, i tesserati erano circa 130 mila. Nel 2023 erano già diventati oltre 821 mila, prima di superare il milione nel 2024 e raggiungere un nuovo record nel 2025. Poi c’è ilpadel:con oltre 4.100 circoli affiliati e una rete di migliaia di campi distribuiti in tutta la Penisola, investimenti negli impianti e aumento dell’offerta formativa, la disciplina ha contribuito in maniera evidente alla crescita di tesserati.
Certo, Jannik il suo effetto l’ha dato. Eccome, se l’ha dato.Sinnerha trasformato il tennis in un appuntamento seguito da milioni di italiani, accompagnato dai risultati diMusetti, Paolini, BerrettinieCobolli.Le vittorie in Coppa Davis e nella Billie Jean King Cup, insieme alla visibilità degli Internazionali d’Italia e delle ATP Finals di Torino, hanno ulteriormente rafforzato l’attrattiva di uno sport sempre più presente nell’immaginario collettivo.
Il dato rappresenta una svolta storica, tuttavia richiede una distinzione. Il sorpasso riguarda il numero dei tesserati federali di tennis e padel, ma non necessariamente il numero complessivo degli appassionati.Le rilevazioni Nielsenpresentate dallaFITPnel 2026attribuisconoinfattial calcio circa 23 milionidiappassionatiin Italia, controi 19,1 milioni di tennis e padel. Il calcio conserva quindi il primato nella popolarità, ma non è più la prima federazione sportiva italiana per numero di tesserati.
Un nuovo equilibrio sportivo, forse dettato anche dalle tante ombre che negli ultimi vent’anni hanno incrinato il mito del calcio. Dallo scandalo Calciopoli alle delusioni di una Nazionale assente dalle ultime tre edizioni dei Mondiali. Un diciottenne nato nel 2008 non ha mai visto l’Italia partecipare a una fase finale della Coppa del Mondo. Così come non sono più tanto amate i vertici della Figc.
D’altra parte, anche le abitudini cambiano. Organizzare una partita di calcetto richiede dieci persone, mentre per il padel ne bastano quattro. Una differenza apparentemente banale, ma che racconta molto della quotidianità di oggi. E anche il Covid ha contribuito ad accelerare questa trasformazione.
C’è un altro aspetto.Quanta gente si è allontanata dal calcio non per il gioco, ma per tutto ciò che gli ruota intorno?La violenza negli stadi, gli scontri tra tifoserie, gli insulti, le polemiche infinite, un tifo che troppo spesso smette di essere passione e diventa ostilità. Un clima esasperato.Forse il calcio non ha perso il suo fascino. Forse, più semplicemente, è tutto quello che gli abbiamo costruito intorno ad averne consumato una parte.
Se oggi milioni di italiani scelgono una racchetta al posto di un pallone, se scelgono un modello più “british” alle urla forsennate, è quasi un bene. Ora, però, dovremmo chiederci non soltanto cosa abbiano fatto bene tennis e padel, ma cosa abbia sbagliato effettivamente il mondo del calcio.





