(v. ‘Nuova protesta per gli stipendi, dieci…’ delle 10.16)
A ventiquattro ore di
distanza dal dramma dei tre operai egiziani, il cantiere della
ricostruzione in regime di Superbonus a Piano Grande di
Torricella Sicura, in provincia di Teramo, è stato teatro di una
seconda, protesta-fotocopia. Questa mattina una decina di
lavoratori italiani è salita sulla medesima impalcatura per
rivendicare stipendi arretrati da circa settemila euro ciascuno.
Sul posto si è subito riaperta una serrata trattativa, stavolta
condotta dal segretario generale interregionale Abruzzo-Molise
della Filca Cisl, Giancarlo De Sanctis, insieme alle forze
dell’ordine.
Un intervento risolutivo che ha permesso prima di far
scendere gli operai dalla balconata mettendoli in sicurezza, poi
di sbloccare la situazione sul piano economico. “L’impresa
committente di Torricella, Casa Attiva, coscienziosamente e pur
avendo già saldato tutti gli stati di avanzamento lavori, si è
fatta carico direttamente di versare un acconto immediato di
2.000 euro con bonifico a ogni singolo lavoratore”, ha spiegato
De Santis. Una scelta di responsabilità dell’azienda teramana
per supplire alla totale assenza del subappaltatore di Modugno,
in provincia di Bari, “completamente scomparso dalla
circolazione”.
Oltre all’emergenza economica, la trattativa ha fatto
emergere contorni inquietanti sulla gestione della ditta
pugliese. “Parliamo di un’azienda che non sembra affatto in
regola”, ha denunciato il segretario della Filca Cisl. “Abbiamo
scoperto che i lavoratori erano stati licenziati diverse
settimane fa a loro insaputa, continuando a lavorare ignari di
tutto. Avvieremo tutte le verifiche su Cassa Edile, Inps e Inail
per rifarci sulle differenze retributive spettanti”.
L’impresa ‘Casa Attiva’ ha proposto la riassunzione diretta
di tutte le maestranze edili senza più passare da intermediari,
un’offerta su cui i lavoratori rifletteranno dopo aver incassato
l’acconto. Un respiro di sollievo per padri di famiglia rimasti
da mesi senza stipendio e fortemente indebitati, come loro
stessi hanno riferito, ma il sindacato lancia un allarme
sull’effetto contagio nell’intera provincia. “La ditta barese ha
altri cantieri nel Teramano e molti edili, compresi altri operai
del gruppo egiziano ripartiti ieri, si trovano nelle stesse
condizioni. Il rischio che simili proteste estreme si ripetano
nelle prossime ore è purtroppo concreto”.
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